Otosclerosi e acufene: quando la cura richiede ascolto, esperienza e riabilitazione personalizzata
L’otosclerosi è una patologia dell’orecchio medio che può alterare in modo significativo la capacità uditiva e compromettere la qualità della vita. Nei casi più gravi, questa condizione si accompagna alla comparsa di acufene, un sintomo spesso sottovalutato ma capace di generare profonda sofferenza psicologica e isolamento sociale. Capire cosa accade, affrontare le conseguenze uditive ed emotive e scegliere il percorso terapeutico corretto sono passaggi fondamentali per ritrovare equilibrio e serenità.
Cos’è l’otosclerosi e come si manifesta
L’otosclerosi è una malattia ossea progressiva dell’orecchio medio che interessa principalmente la staffa, uno dei tre minuscoli ossicini responsabili della trasmissione del suono all’orecchio interno. A causa di una crescita ossea anomala, la staffa diventa rigida e perde la capacità di vibrare liberamente, provocando una ipoacusia progressiva. La patologia colpisce prevalentemente soggetti giovani adulti, con una maggiore incidenza nelle donne, e può essere influenzata da fattori genetici e ormonali.
I sintomi più comuni includono:
- Perdita uditiva graduale.
- Acufene.
- Difficoltà nel percepire i suoni bassi.
- Nei casi avanzati, senso di instabilità o vertigine.
La diagnosi di otosclerosi si effettua mediante esame audiometrico tonale e impedenzometria, integrati da indagini radiologiche come la TC dell’orecchio. Il trattamento varia in base alla gravità: nei casi iniziali può bastare il supporto protesico; nei casi più avanzati si ricorre alla stapedectomia, un intervento chirurgico che sostituisce la staffa con una microprotesi capace di ristabilire la trasmissione del suono.

Quando l’otosclerosi si complica: la storia di una paziente
Una giovane donna si è presentata al Centro Siciliano Acufene con una ipoacusia marcata e un acufene intenso insorti dopo un intervento chirurgico per otosclerosi. La paziente era visibilmente provata: soffriva di insonnia, ansia e depressione, per le quali era in trattamento farmacologico. Durante la raccolta anamnestica, la difficoltà più grande non era soltanto medica ma emotiva: la paziente si interrompeva spesso, sopraffatta dal dolore e dalla frustrazione. L’intervento di stapedectomia, pur correttamente eseguito, nei casi più gravi può non garantire il recupero uditivo completo. In alcune situazioni, soprattutto quando l’intervento avviene in fase avanzata, può determinare un peggioramento della percezione sonora o l’insorgenza di un acufene persistente. Nel suo caso, la gravità della patologia aveva coinvolto anche la coclea, come dimostrato dagli esami audiometrici e radiologici eseguiti successivamente. Questo spiega l’esito negativo dell’intervento e la difficoltà di adattamento alle protesi acustiche, che amplificando le frequenze sonore finivano per aumentare l’intensità dell’acufene.

Acufene e sofferenza psicologica
L’acufene è una delle conseguenze più difficili da sopportare per chi soffre di otosclerosi. È la percezione di un suono continuo – un fischio, un ronzio, un fruscio – non generato da una fonte esterna. Può essere costante o intermittente, ma quando è continuo tende a interferire con la concentrazione, il riposo e la vita sociale. Molti pazienti descrivono l’acufene come una presenza ossessiva che altera l’umore e genera ansia, irritabilità e insonnia. Non è raro che, come in questo caso, si sviluppino disturbi depressivi, aggravati dal senso di impotenza e dall’assenza di sollievo immediato. Per questo motivo, il trattamento dell’acufene non può essere solo uditivo: deve essere multidisciplinare e coinvolgere, oltre all’otorinolaringoiatra, anche lo psicoterapeuta.
L’approccio olistico e multidisciplinare
Presso il Centro Siciliano Acufene adottiamo un approccio olistico e scientificamente strutturato. Ogni paziente viene valutato nel suo insieme, considerando i fattori medici, psicologici e ambientali che possono influire sulla percezione dell’acufene. Nel caso descritto, abbiamo riscontrato una disfunzione della Tuba di Eustachio con scarsa ventilazione della cassa timpanica: una condizione che contribuisce a peggiorare la sintomatologia, pur non essendo la causa principale dell’ipoacusia. Dopo un’attenta analisi clinica, abbiamo deciso di impostare una riabilitazione acustica personalizzata basata sul sistema digitale combinato e sulla TRT (Tinnitus Retraining Therapy).
La TRT: riabilitare l’orecchio e il cervello
La Tinnitus Retraining Therapy è un metodo scientifico validato per la gestione dell’acufene. Si basa sull’utilizzo di stimoli sonori terapeutici combinati con counseling psicoterapeutico, per ridurre la risposta ansiosa e migliorare la gestione emotiva del disturbo. I risultati clinici dimostrano che, nella maggior parte dei casi, la TRT porta a un miglioramento significativo della percezione dell’acufene e a un recupero della qualità della vita.
La rinascita attraverso la cura personalizzata
La paziente, supportata dal marito e seguita in collaborazione con la propria psichiatra, ha iniziato un percorso di riabilitazione acustica e psicologica. Fin dalle prime settimane di terapia ha riferito una diminuzione dell’intensità dell’acufene e un miglioramento del sonno. Il suo percorso proseguirà con l’obiettivo di ridurre gradualmente i farmaci psicotropi e ritrovare un equilibrio emotivo stabile. Ogni miglioramento, anche piccolo, rappresenta un passo avanti verso la riconquista della serenità. Questo caso dimostra quanto sia fondamentale un approccio personalizzato, che unisca la tecnologia alla sensibilità umana e alla collaborazione tra specialisti.
Ascoltare per curare davvero! L’otosclerosi, quando associata all’acufene, può diventare un disturbo complesso e invalidante. Ma oggi, grazie ai progressi della medicina e alle terapie riabilitative come la TRT, è possibile gestire efficacemente i sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Il primo passo è affidarsi a uno specialista capace di ascoltare, comprendere e personalizzare il percorso terapeutico. Se soffri di ipoacusia o acufene, non aspettare che la situazione peggiori: una diagnosi precoce e un approccio integrato possono davvero fare la differenza.
Prenota una visita presso il Centro Siciliano Acufene: insieme possiamo costruire un percorso su misura per te, unendo competenza, empatia e risultati concreti.












