• Centro Siciliano Acufene

    Diagnosi, Terapia e Riabilitazione

  • Avatar marco marchese ★★★★★ 2 settimane fa
    Ho iniziato a soffrire di acufene bilaterale da settembre 2023, causato da un brutto raffreddore e da un reflusso laringo … More -faringeo che mi stava facendo perdere il controllo della mia vita. Dopo essere stato visitato da vari otorini , nessuno di loro sembrava capirci qualcosa, fino a quando ho trovato il Centro Siciliano Acufene.
    La dottoressa Caminiti mi ha scrupolosamente visitato facendomi fare anche degli esami specifici che nessuno mi aveva prescritto prima, e già alla prima visita ha riscontrato vari problemi tra cui l'ipertrofia dei turbinati.
    Devo ringraziare enormemente la dottoressa Caminiti per la grande professionalità e l'attenzione verso i pazienti. Sono molto fiducioso riguardo al percorso terapeutico che mi ha proposto, che ho già iniziato, avendo dei riscontri positivi già dalle prime settimane.
    Rivolgo questa breve recensione a tutti coloro che soffrono di questo grave problema e perdono ogni speranza. W IL CSA!
  • Avatar Luca Aronica ★★★★★ un mese fa
    Per molti anni ho sofferto di difficoltà respiratorie in modo particolare nelle ore notturne .Dopo essermi informato , mi … More sono rivolto da subito con fiducia alla dottoressa Daria Caminiti che dopo un attenta e accurata visita mi ha subito diagnosticato un ipertrofia dei turbinati, consigliandomi di effettuare il prima possibile l' intervento con il laser. L' intervento è durato 5 Minuti proprio come aveva detto la dottoressa, non è stato per nulla doloroso e nelle ore e nei giorni successivi non ho avuto nessun problema. Dopo poche settimane ho iniziato a respirare perfettamente , desidero ringraziare la dottoressa Caminiti e il suo staff per la professionalità e serietà .
  • Avatar Federica Monticelli ★★★★★ un mese fa
    Dopo svariate ricerche spasmodiche a causa dei miei acufeni insorti nel gennaio del 21 al IV mese di gravidanza e con insistenza … More nel tempo sono andati via via peggiorando, dopo essermi imbattuta in bene 7 otorini, la cui risposta è stata sempre sempre la stessa ... "SIGNORA VE LI DOVETE TENERE, CI DOVETE IMPARARE A CONVIVERE", ho incontrato la dottoressa Caminiti.
    Sono stata in visita la prima volta ad ottobre e già l'approccio è stato diverso, la dottoressa ha eseguito una vista molto accurata con la sua strumentazione ed inoltre mi ha prescritto una serie di esami diagnostici che MAI NESSUNO mi ha detto di eseguire. Nella mia esperienza di acufene ho potuto appurare che l'acufene è una problematica che va affrontata a 360, tutto può scaturire questa tremenda sintomatologia, non deve essere necessariamente l'orecchio. La dottoressa dopo aver ascoltato la mia storia clinica e avermi visitato ha subito notato una ipertrofia dei turbinati e una disfunzione dell ATM, che sono sicuramente delle concause del suddetto acufene. Oltre agli esami diagnostici la dottoressa mi ha anche prescritto le prove allergiche perché l'ipertrofia generalmente è presente nei soggetti allergici, difatti alle vie aeree sono risultata allergica a tutto.
    La dottoressa in prima battuta mi ha dato una terapia con dei farmaci da banco, NON PSICOFARMACI la Dottoressa è estremamente contraria alla somministrazioni di quest'ultimi, e con dei nutraceutici da lei brevettati. Ritornata in un secondo momento ho eseguito una visita con dei suoi collaboratori, un osteopata ed una nutrizionista, i quali mi hanno dato delle indicazioni da eseguire per la terapia del trattamento dell'acufene in particolare la nutrizionista mi ha indicato una dieta IPOSODICA per circa 3 mesi, in quanto si è riscontrato che il sale è un alimento altamente infiammatorio che causa uno stato infiammatorio del corpo che va ad inficiare sull acufene. Successivamente la dottoressa mi ha trattato l'iperteofia con il laser, e sicuramente da lì ho iniziato ad avvertire dei benefici, c'era poca ventilazione della tuba e questo sicuramente andava ad inficiare sulla mia sintomatologia, per trattare le mie allergie la dottoressa mi ha prescritto l'immunoterpaia perché l'iperteofia può essere recidivante in soggetti allergici, difatti ero già stata operata 2 volte ai turbinati precedentemente. Posso dire che dopo avere affrontato tutti questi step, sicuramente sto meglio, gli acufeni ci sono ancora ma sono migliorati. La dottoressa mi ha cambiato cura ed io cmq devo attenermi scrupolosamente alle indicazioni, specialmente alimentari, ma è l'insieme delle cose che porta al successo. Ad ogni modo la consiglio vivamente perché si dedica con impegno e dedizione al raggiungimento dello scopo, ovvero migliorare la qualità di vita di una paziente acufenico e magari con il proseguire della cura e delle sue indicazioni potrebbero anche regredire del tutto, siamo fiduciosi.
  • Avatar Gabriele Barone ★★★★★ un mese fa
    Professionalità e competenza.
    Ho 28 anni e da 4 vivo una situazione complicata. Acufene e vertigini così invalidanti da
    … More costringermi a stare a letto per giorni interi e per periodi continuativi abbastanza lunghi (1-2 mesi tutti i giorni). Dopo avere girato 4 otorini in provincia di Ragusa, senza nessun risultato, anzi ascoltando errate diagnosi come Meniere, labirintite ecc, con annesse frasi ( ci devi convivere!!),
    ho trovato la dottoressa Caminiti e tutta la sua equipe di professionisti.
    Utilizzando macchinari all’avanguardia e tanto competenza ha trovato subito il problema e di conseguenza la soluzione. DOPO SOLO 3 GIORNI DI CURE LE VERTIGINI SONO SCOMPARSE E L’ACUFENE RIDOTTO AI MINIMI TERMINI.
    Sto continuando il percorso con lei attraverso un insieme di esami e controlli (risonanze, prove allergiche, osteopata, nutrizionista ecc) per comprendere meglio le cause. Fidatevi e affidatevi alle persone competenti, che tengono al paziente e alla sua storia, che hanno approcci concreti, risolutivi, chiari e professionali.

Il Centro Siciliano Acufene (CSA), guidato dal 2010 dalla dott.ssa Daria Caminiti specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, si occupa della diagnosi, della terapia e della riabilitazione dell’acufene.

Attraverso un approccio multidisciplinare il CSA è impegnato nell’ambito della ricerca scientifica dei meccanismi biofisici, psico-neurologici e biologici che provocano il disturbo.

Negli anni ha messo a punto vari protocolli farmacologici, riabilitativi e chirurgici per il trattamento dell’acufene e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Prima visita CSA

FAQ

L’acufene viene definito dall’American National Standards Institute come “la percezione di un suono in assenza di una stimolazione sonora”. È solitamente un fenomeno soggettivo, cioè avvertito solo dall’interessato. In alcuni casi si può definire oggettivo, quando sia udibile da altre persone oltre a colui che ne soffre. La condizione è spesso valutata clinicamente su una semplice scala da “lieve” a “grave” in base agli effetti che esso comporta, come ad esempio l’interferenza con il sonno e con le normali attività quotidiane.

Sì. L’obiettivo dei pazienti acufenici deve essere quello di imparare a convivere con questo disturbo fino ad arrivare a diminuire la percezione e ridurre l’effetto dell’acufene al di sopra della soglia di sopportazione di ciascun paziente.

L’orecchio svolge un ruolo importante, ma tutto l’organismo può contribuire a generare e mantenere l’acufene. Le cause, quindi, possono essere molteplici: otologiche, vascolari, odontoiatriche, virali, metaboliche, neoplastiche e psicologiche. Per quanto riguarda le cause che interessano l’orecchio dobbiamo distinguere quelle che riguardano l’orecchio esterno (tappo di cerume, otite esterna e osteoma); l’orecchio medio (otite media catarrale, otite acuta, otite cronica con perforazione della membrana timpanica, otite cronica colesteatomatosa e otosclerosi) e l’orecchio interno (trauma acustico acuto e cronico, sordità idropiche fluttuanti, sindrome di Ménière, sordità improvvisa, barotraumi, presbiacusia, fratture della rocca petrosa, sordità da farmaci ototossici). Diverse patologie organiche e metaboliche come ipertensione arteriosa, diabete, patologie tiroidee, ipercolesterolemia e disturbi cardiocircolatori, malattie immunitarie e patologie neoplastiche possono contribuire a mantenere questo fastidioso disturbo. Anche disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare o della colonna vertebrale possono essere associate alla presenza di acufene. Numerosi farmaci, anche di uso comune, possono avere effetti tossici per l’orecchio e provocare o peggiorare gli acufeni.

La malattia di Ménière è un disturbo dell’orecchio interno che provoca episodi di vertigine oggettiva (l’ambiente sembra ruotare intorno alla persona), ipoacusia fluttuante, acufeni, sensazione di orecchio pieno, spesso accompagnati da nausea e vomito. Questi sintomi si presentano come “crisi” episodiche, che possono durare da 20 minuti a 24 ore e più. Nella maggior parte dei casi interessa un solo orecchio e può verificarsi in qualsiasi età. Non esiste un esame diagnostico affidabile. Le vertigini e la nausea sono trattate sintomaticamente con anticolinergici o benzodiazepine durante gli attacchi acuti.

Sempre più giovani riferiscono acufene cronico a seguito di esposizione, anche per breve tempo, a intensità sonore elevate oltre i 95 dB o a rumori d’intensità inferiore ma per periodi prolungati, e a seguito del largo uso del cellulare. Queste condizioni devono agire ovviamente su un fattore genetico predisponente per poter determinare un danno irreversibile delle cellule ciliate della coclea determinando ipoacusia e acufene a seguito del tentativo di riparazione e rigenerazione, creando nuovi contatti neuronali o sinapsi eccitatori e inibitori, da parte del sistema nervoso centrale.

La diagnosi è fondamentale per indagare la causa che genera l’acufene e trovare una terapia efficace e adatta al singolo paziente. Il primo passo è sottoporre il paziente ad un esame “obiettivo” di valutazione della membrana timpanica del paziente. Dopo aver ricostruito l’anamnesi del paziente si passa ad effettuare gli esami soggettivi: l’esame audiometrico liminare, che valuta l’intellegibilità verbale, e l’esame audiometrico vocale, che valuta la capacità uditiva.

Si sottopone il paziente a tutti gli esami strumentali d’indagine audiologia:
– l’esame impedenzometrico, un esame oggettivo che studia il riflesso stapediale e rileva eventuali anomalie della catena ossiculare;
– il test dei potenziali evocati uditivi (ABR), un esame oggettivo che valuta la soglia uditiva e identifica la sede della lesione lungo la via uditiva nervosa;
– il test delle otoemissioni acustive (DPOAE), un esame oggettivo che permette di rilevare la regione della coclea anche minimamente lesionata;
– l’acufenometria, un test soggettivo che determina la tonalità e l’intensità dell’acufene.

Successivamente si passa agli esami radiologici: in particolare la risonanza magnetica funzionale (FMRI), l’angiorisonanza, la Tac delle rocche petrose, la magnetoencefalografia, (PET).

La terapia dell’acufene prevede un approccio multidisciplinare che vede collaborare la figura dell’otorinolaringoiatra con quelle dell’audioprotesista, del psicoterapeuta, dell’ingegnare biomedico, dell’osteopata, dell’ortodontista, del nutrizionista, dell’internista, del neurologo, del chirurgo vascolare e dell’angiologo e del neuroradiologo. La terapia dell’acufene si avvale di terapie farmacologiche classiche, come ansiolitici e antidepressivi, lidocaina e sedativo-ipnotici (studi recenti hanno confermato che l’uso di tali sostanze determina un peggioramento del sintomo), terapie farmacologiche complementari e alternative come vitamine e antiossidanti, terapie non convenzionali come TENS, agopuntura, ipnosi e terapie fisiche, terapie psicologiche, stimolazione magnetica transcranica che modula l’attività neuronale del cervello attraverso un campo magnetico anche se con risultati mediocri ad oggi sul sintomo, laser terapia e TRT.

La terapia del suono consiste in una stimolazione acustica eseguita con l’ausilio di generatori di suoni, ambientali, personali, amplificatori protesici, i quali determinano un mascheramento totale o parziale dell’acufene. La stimolazione acustica, sfruttando la plasticità neuronale, attiva dei meccanismi di rimodellamento delle vie uditive che si traduce in allenamento e abitudine all’acufene da parte del paziente, il quale ottiene un notevole miglioramento della sua qualità di vita. La TRT è una terapia di riallenamento o di riprogrammazione dei filtri cerebrali, sottocorticali, con finalità di amplificare o attenuare i segnali sonori prima di inviarli al cervello, riducendo o eliminando il fastidio dell’acufene. La TRT deve essere impostata e seguita da personale medico esperto in terapia degli acufeni e costantemente aggiornato. Le fasi che inducono l’abitudine sono il “counseling riabilitativo”, che consiste in una seduta di apprendimento dei meccanismi neurofisiologici della TRT, e la terapia del suono, che si effettua con diversi dispositivi sonori.