• Centro Siciliano Acufene

    Diagnosi, Terapia e Riabilitazione

  • Avatar maurizio fazio ★★★★★ 4 mesi fa
    I miracoli avvengono, perché Dio traccia le strade e mette le persone giuste nella nostra vita..
    La mia avventura cominciò
    … More con un suono persistente all’orecchio. Col passare dei giorni la sensazione diventava sempre più cupa e ovattata, fino alla percezione di una vera e propria perdita dell’udito (ipoacusia).
    Nonostante le cure, un giorno arrivarono capogiri insostenibili: persi l’equilibrio, iniziai a vomitare e fui assalito da una grande paura. Mi precipitai al pronto soccorso.
    Fu lì che conobbi l’illustre cognome di Ménière: sindrome di Ménière.
    Seguirono settimane e giorni infernali, ma non voglio tediarvi con il mio lungo racconto.
    In buona sostanza, grazie alle cure della Dott.ssa Caminiti, con il suo silenzioso e profondo “scavare” nel corpo e nella persona, oggi posso dire che da circa quattro settimane sto bene.
    Grazie Dott.ssa.
    Grazie C.S.A.
    E grazie a Dio, che non smette mai di guidare i nostri passi.
  • Avatar Sonia Comico ★★★★★ 7 mesi fa
    Ieri sera ho effettuato una visita per disturbi di vertigini e la dottoressa Caminiti ha eseguito delle manovre manuali che … More hanno subito migliorato il problema in questione, infatti oggi stesso sto molto meglio. Nei prossimi giorni seguirò una cura suggerita e spero di poter risolvere del tutto il mio problema. Mi ha prescritto inoltre degli esami radiologici per capire l'entità del problema all'orecchio. Sono molto soddisfatta di tutto soprattutto della scrupolosa attenzione che ha avuto. Grazie
  • Avatar Matteo ★★★★★ 8 mesi fa
    Non ho ancora completato il programma, ma l'acufene e il problema respitarorio si è già ridotto in modo notevole con … More i farmaci e i consigli della Dottoressa. Avevo già frequentato sia il pubblico che il privato ma non mi hanno saputo curare e infatti, nonostante vari giri di farmaci e pratiche, ero addirittura peggiorato. Ho fatto le mie ricerche (anche grazie all'intelligenza artificiale devo dire) e ho così scoperto lo studio della Dottoressa Caminiti e il suo blog. Leggendo il suo blog mi ero convinto di avere l'ipertrofia dei turbinati (che non mi aveva diagnosticato nessuno nemmeno per mezza idea) e mi sono messo in viaggio. Sono arrivato dalla Dottoressa completamente esaurito e oramai senza una vita: non potevo dormire nemmeno di giorno tanto forte era il fischio e il rimbombo nella testa, respirare sì respiravo ma andavo sempre a peggiorare e quando arrivato dalla Dottoressa oramai lo spray che mi avevano dato non sortiva alcun effetto. Respiravo tanto male che ho riferito alla dottoressa di avere difficoltà a mangiare. Non poche volte infatti respiravo "a vuoto" e finivo per sbrodolarmi addosso cibo, saliva, di tutto. Arrivato dalla Dottoressa questa ha appunto costatato una notevole ipertrofia dei turbinati e dei tappi che non ero riuscito a togliere nonostante vari tentativi prima. Forse utilizzando una soluzione o un metodo un po' più particolare però, non ho qui avuto problemi a rimuovere tutto. La scelta dei farmaci operata dalla Dottoressa si è mostrata da subito vincente e piuttosto leggera come effetti collaterali anche se all'inizio sono stato suonato come una campana. Prima di questi avevo fatto altri giri di farmaci senza concludere assolutamente nulla (rimediando, però, una bella reazione allergica che mi ha fatto prendere un bello spavento oltre a una grande sofferenza). Sono entrato speranzoso ma con il retropensiero di essere condannato a vita ad essere ansioso di continuare le visite e, se Dio vuole e con l'aiuto della Dottoressa, eliminare completamente sia l'acufene che i problemi respiratori.
  • Avatar Marialaura Impala69 ★★★★★ 10 mesi fa
    Conosco la Dr.ssa Caminiti da molto tempo poiché ha salvato la vita a mia madre affetta da poliposi nasale complicata con … More due patologie serie polmonari, un enfisema polmonare associato ad interstiziopatia. Mia madre stava per essere trattata con il ventilatore a permanenza a vita e diverse volte a rischiato di morire per insufficienza respiratoria. La Dr.ssa Caminiti le ha trattato la poliposi nasale e le ha somministrato il farmaco biologico oltre ad una terapia farmacologica. Mia madre oggi conduce una vita regolare. Ahimè tre mesi addietro però le è insorto un acufene all’orecchio sinistro, ci avevano detto che non c’era nulla da fare. Siamo ritornati dalla Dr.ssa Caminiti che ha visitato mia madre sottoponendola ad esami che nessuno aveva fatto, ha fatto valutare mia madre anche dai suoi collaboratori per una notevole attenzione della mandibola e dal punto di vista metabolico per tutte le sue patologie essendo anche cardiopatica. Ha prescritto degli esami radiologici per l’orecchio e ha diagnosticato un conflitto neurovascolare non operabile. Devo ringraziare la Dottoressa ma anche i suoi collaboratori perché mia madre dopo circa una settimana dall’assunzione di una terapia prescritta per il problema vascolare e per la componente neurologica, ha iniziato a sentire lievemente l’acufene, e in alcune ore della giornata non lo sente completamente. Adesso dorme serenamente, la sua ansia è scomparsa e in generale sta molto meglio. Dovrà fare altri controlli per il problema vascolare e periodicamente deve fare i controlli con la Dottoressa Caminiti per mantenere questo stato di benessere. Voglio inoltre dire che la Dottoressa Caminiti e i suoi collaboratori sono persone molto attente, sempre presenti in qualunque momento, e danno al paziente molta serenità nel seguire i consigli diagnostici e terapeutici che vengono prescritti. Ringraziamo il Signore per avere nelle nostre zone un centro di riferimento che tratti l’acufene, esistono infatti pochissimi medici che si occupano di questo problema. Noi tutti in famiglia siamo contentissimi per l’ennesima volta e non possiamo che consigliare la preparazione della Dottoressa Caminiti e di tutti i suoi collaboratori

Il Centro Siciliano Acufene (CSA), guidato dal 2010 dalla dott.ssa Daria Caminiti specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, si occupa della diagnosi, della terapia e della riabilitazione dell’acufene.

Attraverso un approccio multidisciplinare il CSA è impegnato nell’ambito della ricerca scientifica dei meccanismi biofisici, psico-neurologici e biologici che provocano il disturbo.

Negli anni ha messo a punto vari protocolli farmacologici, riabilitativi e chirurgici per il trattamento dell’acufene e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

FAQ

L’acufene viene definito dall’American National Standards Institute come “la percezione di un suono in assenza di una stimolazione sonora”. È solitamente un fenomeno soggettivo, cioè avvertito solo dall’interessato. In alcuni casi si può definire oggettivo, quando sia udibile da altre persone oltre a colui che ne soffre. La condizione è spesso valutata clinicamente su una semplice scala da “lieve” a “grave” in base agli effetti che esso comporta, come ad esempio l’interferenza con il sonno e con le normali attività quotidiane.

Sì. L’obiettivo dei pazienti acufenici deve essere quello di imparare a convivere con questo disturbo fino ad arrivare a diminuire la percezione e ridurre l’effetto dell’acufene al di sopra della soglia di sopportazione di ciascun paziente.

L’orecchio svolge un ruolo importante, ma tutto l’organismo può contribuire a generare e mantenere l’acufene. Le cause, quindi, possono essere molteplici: otologiche, vascolari, odontoiatriche, virali, metaboliche, neoplastiche e psicologiche. Per quanto riguarda le cause che interessano l’orecchio dobbiamo distinguere quelle che riguardano l’orecchio esterno (tappo di cerume, otite esterna e osteoma); l’orecchio medio (otite media catarrale, otite acuta, otite cronica con perforazione della membrana timpanica, otite cronica colesteatomatosa e otosclerosi) e l’orecchio interno (trauma acustico acuto e cronico, sordità idropiche fluttuanti, sindrome di Ménière, sordità improvvisa, barotraumi, presbiacusia, fratture della rocca petrosa, sordità da farmaci ototossici). Diverse patologie organiche e metaboliche come ipertensione arteriosa, diabete, patologie tiroidee, ipercolesterolemia e disturbi cardiocircolatori, malattie immunitarie e patologie neoplastiche possono contribuire a mantenere questo fastidioso disturbo. Anche disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare o della colonna vertebrale possono essere associate alla presenza di acufene. Numerosi farmaci, anche di uso comune, possono avere effetti tossici per l’orecchio e provocare o peggiorare gli acufeni.

La malattia di Ménière è un disturbo dell’orecchio interno che provoca episodi di vertigine oggettiva (l’ambiente sembra ruotare intorno alla persona), ipoacusia fluttuante, acufeni, sensazione di orecchio pieno, spesso accompagnati da nausea e vomito. Questi sintomi si presentano come “crisi” episodiche, che possono durare da 20 minuti a 24 ore e più. Nella maggior parte dei casi interessa un solo orecchio e può verificarsi in qualsiasi età. Non esiste un esame diagnostico affidabile. Le vertigini e la nausea sono trattate sintomaticamente con anticolinergici o benzodiazepine durante gli attacchi acuti.

Sempre più giovani riferiscono acufene cronico a seguito di esposizione, anche per breve tempo, a intensità sonore elevate oltre i 95 dB o a rumori d’intensità inferiore ma per periodi prolungati, e a seguito del largo uso del cellulare. Queste condizioni devono agire ovviamente su un fattore genetico predisponente per poter determinare un danno irreversibile delle cellule ciliate della coclea determinando ipoacusia e acufene a seguito del tentativo di riparazione e rigenerazione, creando nuovi contatti neuronali o sinapsi eccitatori e inibitori, da parte del sistema nervoso centrale.

La diagnosi è fondamentale per indagare la causa che genera l’acufene e trovare una terapia efficace e adatta al singolo paziente. Il primo passo è sottoporre il paziente ad un esame “obiettivo” di valutazione della membrana timpanica del paziente. Dopo aver ricostruito l’anamnesi del paziente si passa ad effettuare gli esami soggettivi: l’esame audiometrico liminare, che valuta l’intellegibilità verbale, e l’esame audiometrico vocale, che valuta la capacità uditiva.

Si sottopone il paziente a tutti gli esami strumentali d’indagine audiologia:
– l’esame impedenzometrico, un esame oggettivo che studia il riflesso stapediale e rileva eventuali anomalie della catena ossiculare;
– il test dei potenziali evocati uditivi (ABR), un esame oggettivo che valuta la soglia uditiva e identifica la sede della lesione lungo la via uditiva nervosa;
– il test delle otoemissioni acustive (DPOAE), un esame oggettivo che permette di rilevare la regione della coclea anche minimamente lesionata;
– l’acufenometria, un test soggettivo che determina la tonalità e l’intensità dell’acufene.

Successivamente si passa agli esami radiologici: in particolare la risonanza magnetica funzionale (FMRI), l’angiorisonanza, la Tac delle rocche petrose, la magnetoencefalografia, (PET).

La terapia dell’acufene prevede un approccio multidisciplinare che vede collaborare la figura dell’otorinolaringoiatra con quelle dell’audioprotesista, del psicoterapeuta, dell’ingegnare biomedico, dell’osteopata, dell’ortodontista, del nutrizionista, dell’internista, del neurologo, del chirurgo vascolare e dell’angiologo e del neuroradiologo. La terapia dell’acufene si avvale di terapie farmacologiche classiche, come ansiolitici e antidepressivi, lidocaina e sedativo-ipnotici (studi recenti hanno confermato che l’uso di tali sostanze determina un peggioramento del sintomo), terapie farmacologiche complementari e alternative come vitamine e antiossidanti, terapie non convenzionali come TENS, agopuntura, ipnosi e terapie fisiche, terapie psicologiche, stimolazione magnetica transcranica che modula l’attività neuronale del cervello attraverso un campo magnetico anche se con risultati mediocri ad oggi sul sintomo, laser terapia e TRT.

La terapia del suono consiste in una stimolazione acustica eseguita con l’ausilio di generatori di suoni, ambientali, personali, amplificatori protesici, i quali determinano un mascheramento totale o parziale dell’acufene. La stimolazione acustica, sfruttando la plasticità neuronale, attiva dei meccanismi di rimodellamento delle vie uditive che si traduce in allenamento e abitudine all’acufene da parte del paziente, il quale ottiene un notevole miglioramento della sua qualità di vita. La TRT è una terapia di riallenamento o di riprogrammazione dei filtri cerebrali, sottocorticali, con finalità di amplificare o attenuare i segnali sonori prima di inviarli al cervello, riducendo o eliminando il fastidio dell’acufene. La TRT deve essere impostata e seguita da personale medico esperto in terapia degli acufeni e costantemente aggiornato. Le fasi che inducono l’abitudine sono il “counseling riabilitativo”, che consiste in una seduta di apprendimento dei meccanismi neurofisiologici della TRT, e la terapia del suono, che si effettua con diversi dispositivi sonori.