• Centro Siciliano Acufene

    Diagnosi, Terapia e Riabilitazione

  • Avatar Anita Rizzuti ★★★★★ 2 settimane fa
    Il mio calvario è iniziato nel 2019 quando ho avuto una sindrome vertiginosa con l'insorgenza di un acufene bilaterale … More più localizzato però sul lato sinistro. Opportunamente segnalato ai vari specialisti ho ricevuto risposte come "te lo tieni", spallucce varie, scene mute, cambi discorsi. Più il tempo passava e più diventava pulsante e invalidante perché nel mentre aumentava il senso di disequilibrio, i mal di testa, fullness alle orecchie ma anche e soprattutto mentale (un ebete da non riuscire a tenere gli occhi aperti e articolare parola), dolori e varie sintomatologie che pur sembranti scollegate erano per me tutte interlacciate, ma solo per me. Nessun medico ha unito i puntini o si è solo sforzato di farlo. Sono stata lasciata sola a combattere contro il vuoto cosmico. A tirar fendenti ad occhi bendati perché non c'era modo di capire contro cosa combattessi. Ho perso il sorriso, la voglia di fare musica, di vedere persone e di vivere. Ho perso un anno di lavoro, speso una quantità industriale di soldi tra visite, viaggi, analisi e medicine. Passaggi in pronto soccorso più volte, ma per i neurologi all'esame obiettivo ero sana, mentre io continuavo a stare sempre peggio.
    Poi ho letto del centro Acufeni della dott.ssa Caminiti ed ho visto che le diagnosi ci sono e si possono fare, basta avere la volontà di farlo e la voglia di unire le forze delle varie branche mediche. Perché la rovina della medicina è che si lavora per comparti stagni e in modo routinario, senza capacità di uscire dagli schemi. Se sei una linea retta il problema te lo risolvono, se sei una curva puoi restare in un limbo eterno.
    L'acufene è un sintomo, ma dietro ci possono essere moltissime cause, non è vero che non si può sapere la causa. Basta ascoltare i pazienti e far lavorare il cervello, non la routine.
    Io questo l'ho visto negli occhi brillanti e pieni di umanità e voglia di capire delle dott.ssa D'Agostino, l'ho sentito nelle mani del dott. Barca e l'ho provato con l'intelligenza clinica della dott.ssa Caminiti.
    La cosa che mi ha impressionato è la sinergia collaborativa di tutti i professionisti. Il gruppo fa la forza di questo centro a mio avviso.
    Fatto sta che dopo quasi 5 anni di dolorose porte in faccia, in 24 ore io ho finalmente avuto una diagnosi. È solo l'inizio. Dovremo lavorare insieme per migliorare il mio quadro clinico, ma almeno è un passo avanti. Posso smettere di tirare fendenti nel vuoto.. Ora ho un bersaglio da colpire.
    Grazie di tutto ed una menzione speciale alla Signora Anna che mi ha accompagnato con sorrisi e gentilezza in queste giornate in Sicilia.. Perché io vengo dal Friuli Venezia Giulia. Chi dice che le soluzioni sono solo al nord? Ci sono le eccellenze anche al sud, basta scoprirle.
  • Avatar Francesca Vento ★★★★★ 4 settimane fa
    Sono giunta all' attenzione della dottoressa Caminiti dopo avere effettuato tante consulenze, per problemi di acufeni … More e vertigini, che non hanno mai risolto o formulato una corretta diagnosi e relativa terapia.
    La dottoressa ha effettuato una attenta anamnesi raccogliendo ogni dettaglio e proponendomi un percorso diagnostico ad hoc.
    Svolti gli esami, la diagnosi è venuta naturalmente allo scoperto.....problematiche di genetica: vascolare e trombofilia che peraltro avendo eseguito esami standard non sapevo di avere (il pannello con le 14 mutazioni consigliato dalla dottoressa, ha evidenziato le mutazioni genetiche che in precedenza non erano state rilevate perché le ricerche erano state condotte su pochi e standardizzati geni) e problemi importanti all'articolazione temporomandibolare. La strada è in salita, ma ho una diagnosi ed una cura.
    Non fermiamoci al "se lo deve tenere" o al "con l' età è normale".....il professionista cerca la patologia e prescrive un cura, deve arrivare ad una o più diagnosi( purtroppo possono convivere più patologie) e anche se la cura non sarà risolutiva darà il sollievo necessario alla convivenza ed alla tolleranza della malattia.
    Un grazie alla dottoressa Daria e al suo staff.
    Giuseppina Libri
  • Avatar Teresa Celi ★★★★★ 4 settimane fa
    Mi sono rivolta alla Dottoressa Caminiti qualche settimana fa, dopo aver girato numerosi suoi colleghi anche fuori regione, … More a causa di una poliposi che mi aveva reso impossibile svolgere le attività quotidiane e dormire serenamente.
    Posso dire di aver trovato finalmente lo specialista che cercavo!
    Molto preparata, precisa, accurata, non ha lasciato nulla al caso durante tutta la visita. Ero consapevole di trovarmi in un ambiente di sanità privata che inevitabilmente comporta qualche spesa in più, ma quando si tratta di salute e un problema è risolvibile ci sta tutto!
    In totale onestà mi è stata prescritta una terapia farmacologica per valutare se è possibile evitare l'intervento; intervento al quale sarò cmq pronta a sottopormi perché ho potuto verificare che le testimonianze positive dei pazienti della Dottoressa Caminiti sono reali!
    Ho iniziato da poco il percorso di diagnosi e cura con la Dottoressa e posso già dire che 5 stelle sono poche per descrivere la professionalità e competenza riscontrate.
  • Avatar Mirella Pizzolante ★★★★★ un mese fa
    A gennaio 2024 ho iniziato a sentire un ronzio fastidioso all'orecchio sinistro, ho fatto una classica visita dall'otorino, … More il quale mi riferiva che non rilevava problemi all'orecchio e che per l'acufene non c'è nulla da fare, anzi, sarebbe potuto peggiorare e purtroppo avrei dovuto imparare a conviverci.
    Su una cosa aveva ragione, col passare del tempo il mio acufene peggiorava con un impatto invalidante sulla mia quotidianità con mancanza di serenità e notti insonni.
    Scoraggiata, ho deciso di documentarmi se esistessero cure, medici specialisti e/o centri specializzati nel trattamento degli acufeni.
    Sono così venuta a conoscenza del CSA della Dott.sa Caminiti a Taormina.
    Dopo una attenta e approfondita visita con la Dott.sa e mirati approndimenti diagnostici, è stato possibile emettere una diagnosi.
    La Dottoressa mi ha quindi indicato il protocollo ed il percorso terapeutico da seguire per affrontare il mio fastidioso problema.
    Ad oggi, dopo aver quindi identificato alcune cause e concause, sto seguendo la terapia farmacologica, osteopatia e nutrizionale adatta al mio caso e sto riscontrando grandi miglioramenti.
    I risultati sono molto confortanti, anche se il percorso non è breve ed è importante impegno e pazienza.
    Grazie alla Dott.sa Caminiti ho ripreso in mano la mia vita e oggi posso affrontare la mia giornata con energia e serenità.

Il Centro Siciliano Acufene (CSA), guidato dal 2010 dalla dott.ssa Daria Caminiti specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, si occupa della diagnosi, della terapia e della riabilitazione dell’acufene.

Attraverso un approccio multidisciplinare il CSA è impegnato nell’ambito della ricerca scientifica dei meccanismi biofisici, psico-neurologici e biologici che provocano il disturbo.

Negli anni ha messo a punto vari protocolli farmacologici, riabilitativi e chirurgici per il trattamento dell’acufene e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

FAQ

L’acufene viene definito dall’American National Standards Institute come “la percezione di un suono in assenza di una stimolazione sonora”. È solitamente un fenomeno soggettivo, cioè avvertito solo dall’interessato. In alcuni casi si può definire oggettivo, quando sia udibile da altre persone oltre a colui che ne soffre. La condizione è spesso valutata clinicamente su una semplice scala da “lieve” a “grave” in base agli effetti che esso comporta, come ad esempio l’interferenza con il sonno e con le normali attività quotidiane.

Sì. L’obiettivo dei pazienti acufenici deve essere quello di imparare a convivere con questo disturbo fino ad arrivare a diminuire la percezione e ridurre l’effetto dell’acufene al di sopra della soglia di sopportazione di ciascun paziente.

L’orecchio svolge un ruolo importante, ma tutto l’organismo può contribuire a generare e mantenere l’acufene. Le cause, quindi, possono essere molteplici: otologiche, vascolari, odontoiatriche, virali, metaboliche, neoplastiche e psicologiche. Per quanto riguarda le cause che interessano l’orecchio dobbiamo distinguere quelle che riguardano l’orecchio esterno (tappo di cerume, otite esterna e osteoma); l’orecchio medio (otite media catarrale, otite acuta, otite cronica con perforazione della membrana timpanica, otite cronica colesteatomatosa e otosclerosi) e l’orecchio interno (trauma acustico acuto e cronico, sordità idropiche fluttuanti, sindrome di Ménière, sordità improvvisa, barotraumi, presbiacusia, fratture della rocca petrosa, sordità da farmaci ototossici). Diverse patologie organiche e metaboliche come ipertensione arteriosa, diabete, patologie tiroidee, ipercolesterolemia e disturbi cardiocircolatori, malattie immunitarie e patologie neoplastiche possono contribuire a mantenere questo fastidioso disturbo. Anche disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare o della colonna vertebrale possono essere associate alla presenza di acufene. Numerosi farmaci, anche di uso comune, possono avere effetti tossici per l’orecchio e provocare o peggiorare gli acufeni.

La malattia di Ménière è un disturbo dell’orecchio interno che provoca episodi di vertigine oggettiva (l’ambiente sembra ruotare intorno alla persona), ipoacusia fluttuante, acufeni, sensazione di orecchio pieno, spesso accompagnati da nausea e vomito. Questi sintomi si presentano come “crisi” episodiche, che possono durare da 20 minuti a 24 ore e più. Nella maggior parte dei casi interessa un solo orecchio e può verificarsi in qualsiasi età. Non esiste un esame diagnostico affidabile. Le vertigini e la nausea sono trattate sintomaticamente con anticolinergici o benzodiazepine durante gli attacchi acuti.

Sempre più giovani riferiscono acufene cronico a seguito di esposizione, anche per breve tempo, a intensità sonore elevate oltre i 95 dB o a rumori d’intensità inferiore ma per periodi prolungati, e a seguito del largo uso del cellulare. Queste condizioni devono agire ovviamente su un fattore genetico predisponente per poter determinare un danno irreversibile delle cellule ciliate della coclea determinando ipoacusia e acufene a seguito del tentativo di riparazione e rigenerazione, creando nuovi contatti neuronali o sinapsi eccitatori e inibitori, da parte del sistema nervoso centrale.

La diagnosi è fondamentale per indagare la causa che genera l’acufene e trovare una terapia efficace e adatta al singolo paziente. Il primo passo è sottoporre il paziente ad un esame “obiettivo” di valutazione della membrana timpanica del paziente. Dopo aver ricostruito l’anamnesi del paziente si passa ad effettuare gli esami soggettivi: l’esame audiometrico liminare, che valuta l’intellegibilità verbale, e l’esame audiometrico vocale, che valuta la capacità uditiva.

Si sottopone il paziente a tutti gli esami strumentali d’indagine audiologia:
– l’esame impedenzometrico, un esame oggettivo che studia il riflesso stapediale e rileva eventuali anomalie della catena ossiculare;
– il test dei potenziali evocati uditivi (ABR), un esame oggettivo che valuta la soglia uditiva e identifica la sede della lesione lungo la via uditiva nervosa;
– il test delle otoemissioni acustive (DPOAE), un esame oggettivo che permette di rilevare la regione della coclea anche minimamente lesionata;
– l’acufenometria, un test soggettivo che determina la tonalità e l’intensità dell’acufene.

Successivamente si passa agli esami radiologici: in particolare la risonanza magnetica funzionale (FMRI), l’angiorisonanza, la Tac delle rocche petrose, la magnetoencefalografia, (PET).

La terapia dell’acufene prevede un approccio multidisciplinare che vede collaborare la figura dell’otorinolaringoiatra con quelle dell’audioprotesista, del psicoterapeuta, dell’ingegnare biomedico, dell’osteopata, dell’ortodontista, del nutrizionista, dell’internista, del neurologo, del chirurgo vascolare e dell’angiologo e del neuroradiologo. La terapia dell’acufene si avvale di terapie farmacologiche classiche, come ansiolitici e antidepressivi, lidocaina e sedativo-ipnotici (studi recenti hanno confermato che l’uso di tali sostanze determina un peggioramento del sintomo), terapie farmacologiche complementari e alternative come vitamine e antiossidanti, terapie non convenzionali come TENS, agopuntura, ipnosi e terapie fisiche, terapie psicologiche, stimolazione magnetica transcranica che modula l’attività neuronale del cervello attraverso un campo magnetico anche se con risultati mediocri ad oggi sul sintomo, laser terapia e TRT.

La terapia del suono consiste in una stimolazione acustica eseguita con l’ausilio di generatori di suoni, ambientali, personali, amplificatori protesici, i quali determinano un mascheramento totale o parziale dell’acufene. La stimolazione acustica, sfruttando la plasticità neuronale, attiva dei meccanismi di rimodellamento delle vie uditive che si traduce in allenamento e abitudine all’acufene da parte del paziente, il quale ottiene un notevole miglioramento della sua qualità di vita. La TRT è una terapia di riallenamento o di riprogrammazione dei filtri cerebrali, sottocorticali, con finalità di amplificare o attenuare i segnali sonori prima di inviarli al cervello, riducendo o eliminando il fastidio dell’acufene. La TRT deve essere impostata e seguita da personale medico esperto in terapia degli acufeni e costantemente aggiornato. Le fasi che inducono l’abitudine sono il “counseling riabilitativo”, che consiste in una seduta di apprendimento dei meccanismi neurofisiologici della TRT, e la terapia del suono, che si effettua con diversi dispositivi sonori.