Acufene e microcircolo: razionale di un approccio nutraceutico con azione su tono vasale e fluidità ematica
L’acufene è un sintomo. Non è una diagnosi unica. Può dipendere da cause diverse, anche concomitanti. Per questo, nel percorso del CSA (Centro Siciliano Acufene) lavoriamo in modo multidisciplinare, integrando valutazione otorinolaringoiatrica, audiologica e, quando serve, l’inquadramento dei fattori vascolari e metabolici che possono contribuire al disturbo.
Perché parlare di fattori vascolari
In una parte dei pazienti, l’acufene può essere associato a condizioni che coinvolgono il microcircolo dell’orecchio interno. La coclea è vascolarizzata da un circolo “terminale”, con vasi di calibro molto piccolo. In questi contesti, due aspetti possono diventare clinicamente rilevanti:
- il tono vasale (vasocostrizione/vasodilatazione, elasticità della parete)
- la fluidità del sangue (aggregazione piastrinica, viscosità, perfusione del microcircolo)
L’ipotesi di lavoro è che, in specifici profili clinici, sostenere microcircolo e perfusione possa contribuire a ridurre una componente “ischemica” o disfunzionale del distretto cocleare, e a limitare fattori che possono aggravare il danno a livello delle cellule sensoriali.
Un progetto di sviluppo: obiettivo e criteri
Nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo condotto con farmacologi, è stato messo a punto un nutraceutico con finalità di supporto, pensato per agire su:
- funzione piastrinica / aggregazione
- microcircolo e elasticità vascolare
- stress ossidativo e infiammazione vascolare (come fattori che possono interferire con la funzione endoteliale)
L’obiettivo non è sostituire terapie farmacologiche indicate, ma definire uno strumento aggiuntivo da considerare solo dopo adeguato inquadramento clinico.
Componenti e meccanismi d’azione: cosa si intende (in termini biologici)
Nel lavoro di formulazione sono stati considerati composti naturali con profili di attività noti in letteratura, per i seguenti razionali:
- Allicina e derivati solforati (polisolfuri): associati a effetti su aggregazione piastrinica e vasodilatazione endotelio-mediata (anche tramite modulazione dell’ossido nitrico).
- Gingeroli: riportati con attività su microcircolo e con un potenziale contributo antiaggregante.
- Diterpeni e sesquiterpeni: considerati per proprietà antiossidanti e per possibili interazioni con mediatori pro-aggreganti (nel documento si cita l’inibizione del PAF, Platelet Activating Factor).
- Quercetina: impiegata per il razionale vasoprotettivo, con attività antiossidante e possibile supporto all’elasticità della parete vascolare.
Questi meccanismi, quando rilevanti per il singolo paziente, puntano a favorire un miglior flusso nel microcircolo e a ridurre fattori che possono ostacolare la perfusione tissutale.
Cosa è importante chiarire: sicurezza e appropriatezza clinica
Un punto centrale è la sicurezza, perché sostanze con attività antiaggregante o anticoagulante “funzionale” possono aumentare il rischio di sanguinamento o interazioni.
Le principali cautele riportate sono:
- Interazioni con anticoagulanti (es. warfarin), antiaggreganti (es. aspirina, clopidogrel) e FANS ad alte dosi, con possibile incremento del rischio emorragico.
- Procedure chirurgiche/odontoiatriche: possibile necessità di sospensione prima dell’intervento secondo indicazione medica (nel documento si indica un intervallo di 10–14 giorni).
- Epilessia: cautela per possibili interazioni con farmaci antiepilettici e non raccomandazione in soggetti epilettici.
Quindi: qualunque integrazione con azione su fluidità ematica va valutata dal medico, soprattutto in chi assume farmaci o ha comorbidità.
Dove si colloca, nella pratica, un approccio di questo tipo
Nell’acufene non esiste una soluzione unica. Prima di parlare di qualunque intervento, serve una valutazione otorinolaringoiatrica e audiologica completa. In seconda battuta, quando emergono elementi compatibili con una componente vascolare o di microcircolo, si può ragionare su strategie integrate, sempre personalizzate e monitorate.
In questo quadro, un nutraceutico “vascolare” può essere preso in considerazione come supporto, mai come scorciatoia, e mai senza un inquadramento diagnostico corretto.
Messaggio finale
Il punto non è “trattare l’acufene con un integratore”. Il punto è riconoscere che, in alcuni pazienti, il microcircolo e la funzione vascolare possono avere un ruolo, e che su questi aspetti si può intervenire con approcci mirati, basati su razionali biologici chiari e con attenzione rigorosa a sicurezza e interazioni.




















