Mandala CSA

Art therapy e Mandala: la terapia riabilitativa per i pazienti acufenopatici

Colorare rilassa e combatte lo stress. La psicologia conferma il potere del colore come terapia e tecnica di rilassamento, tanto che nell’ultimo decennio sono aumentati in maniera esponenziale i libri da colorare. Sì, quelli che generalmente gli adulti comprano ai bambini soprattutto in età prescolare. Quello che però non era chiaro fino a poco tempo fa è che questi libri non sono indirizzati esclusivamente ai più piccoli. Colorare stimola diverse aree del cervello, soprattutto quelle che si occupano della coordinazione dei movimenti. È una sorta di palestra che consente di rilassarci e al tempo stesso allenarci.

Allenarci anche a isolare il trambusto che è intorno a noi e, soprattutto, dentro di noi. Per questo motivo colorare può essere di grandissimo aiuto per i soggetti acufenopatici.

L’art therapy non è una attività nuova: in Oriente, i monaci tibetani da secoli creano i mandala, come disciplina che li aiuta nella crescita spirituale e come forma di meditazione.

Ma cos’è un mandala? Mandala è un termine polisemico che indica un oggetto di forma rotonda a disco che rievoca il Sole e la Luna. La perfezione e l’infinito. Il Mandala ha connotazioni mistiche e religiose. I monaci tibetani con della sabbia colorata creano delle vere e propri opere d’arte componendo disegni geometrici, floreali e non solo, per poi disfarsene. Questo per ricalcare la volatilità delle cose terrene e l’importanza dell’Io interiore.

Per questo motivo ormai da quasi quindici anni i mandala su carta, che rievocano gli “originali” con la sabbia, sono diventati una “terapia”, riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, contro lo stress e l’ansia.

Fu lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung a studiare i mandala, a scoprire l’arte di colorare come tecnica di rilassamento e alcuni psicologi ancora oggi ritengono che colorare abbia la stessa potenza e gli stessi effetti della meditazione. Concentrarsi sul disegno o la colorazione del mandala permette infatti di entrare in maniera del tutto spontanea in un percorso di consapevolezza e raggiungere quindi il Sé.

Colorare un mandala può essere facile, lasciandosi andare tra cerchi, quadrati e tante infinite forme da interpretare in mille combinazioni differenti.

Ne esistono di tanti tipi. Puoi colorarli, disegnarli, studiarli e modificarli. Puoi utilizzare pennarelli, pastelli, acquarelli, tempere o quello che preferisci. Ascoltare la musica inizialmente, soprattutto per i pazienti acufenopatici, può rivelarsi un ottimo metodo. Col tempo potrai accorgerti di colorare in totale silenzio senza sentire il tuo acufene.

Il Centro Siciliano Acufene è sempre pronto ed aperto a nuove scoperte per far sì che ogni paziente possa stare bene e convivere con il proprio acufene.

Grazia Giulia Guardo

Grazia Giulia Guardo conosciuta sui canali social come Iaia Guardo-Maghetta

Perché, ed è importante ribadirlo, per guarire dall’acufene è fondamentale convincerci per tutta la durata della terapia fino alla risoluzione del problema. Il Csa da altre 10 anni lavora al fianco dei pazienti per fornire tutti gli strumenti necessari per migliorare la loro qualità della vita. E a tal proposito offre un servizio di disegnoterapia, un trattamento riabilitativo studiato, rivisto e progettato per i pazienti acufenopatici, grazie alla collaborazione di una blogger di fama internazionale, Grazia Giulia Guardo conosciuta sui canali social come Iaia Guardo-Maghetta.

Daricam

Arriva DARICAM, il nuovo nutraceutico del Csa per il trattamento dell’acufene

Si chiama DARICAM il nuovo trattamento dell’acufene nato dalla collaborazione tra il Centro Siciliano Acufene e l’azienda farmaceutica siciliana SuaRhe Biomedica. Dopo mesi di studio tra gli specialisti del Csa e i biologi della SuaRhe, coordinati dal dr. Ezio Aletta, è stato creato un nuovo nutraceutico, che verrà inserito nei protocolli farmacologici del Centro Siciliano Acufene.

NON SI TRATTA DI UNO DEI CLASSICI INTEGRATORI PER L’ACUFENE PRESENTI SUL MERCATO, MA È ASSIMILABILE AD UN FARMACO PER I PRINCIPI ATTIVI UTILIZZATI E PER LE FUNZIONI CHE È CHIAMATO A SVOLGERE.

DARICAM è stato prodotto dalla Suarhe Biomedica dopo un lungo periodo di studi scientifici per soddisfare precise richieste degli specialisti del Csa, che nella loro pratica medica hanno concentrato i loro studi e hanno convogliato il loro interesse su determinate funzioni svolte da alcune strutture dell’orecchio interno. Il nuovo prodotto, diversamente dai classici integratori, potrà essere venduto ai pazienti soltanto su prescrizione medica. Il DARICAM verrà prescritto dagli specialisti del Csa nel contesto dei diversi protocolli farmacologici creati dalla equipe multidisciplinare per il trattamento dell’acufene e delle sindromi vertiginose associate.

DARICAM CONTIENE COMPONENTI STUDIATI PER PROTEGGERE E MIGLIORARE LA SALUTE DEGLI ORGANI DELL’ORECCHIO INTERNO E CONTRASTARE I FASTDIOSI RONZII.

Per mantenere la funzionalità uditiva è essenziale incrementare l’afflusso sanguigno, attraverso un sistema vascolare in salute. Il nutraceutico, come da indicazione del Csa, aiuta a prevenire infezioni ed infiammazioni e allo stesso tempo incrementa il tono dei vasi e rinforza il sistema micro-vascolare degli organi dell’orecchio interno. In questo modo si aiuta il ripristino delle funzionalità dell’orecchio. Inoltre, gli estratti vegetali e le molecole semisintetiche vasotoniche, contenuti in questo nuovo prodotto, possono aiutare a mantenere la funzionalità degli organi uditivi e a contribuire ad incrementare le difese naturali nei confronti di agenti ossidativi, che possono predisporre ad alterazioni uditive.

Orecchio

Il CSA e il nuovo protocollo farmacologico per il trattamento dell’acufene

Il Centro Siciliano Acufene, in collaborazione sinergica con l’azienda farmaceutica siciliana SuaRhe Biomedica, pone particolare interesse nello studio delle modificazioni dell’equilibrio elettrolitico della coclea dell’orecchio interno. L’endolinfa è un liquido contenuto nel labirinto membranoso dell’orecchio interno, presenta una ridotta concentrazione di sodio ed elevata concentrazione di potassio e cloro, e svolge una funzione molto importante nella trasmissione delle informazioni raccolte dalle cellule sensoriali dell’orecchio interno. La perilinfa, invece, è un fluido extra-cellulare che si trova nella coclea, parte dell’orecchio interno, la sua composizione ionica è paragonabile a quella del plasma e del liquido cerebrospinale, e presenta una alta concentrazione di sodio. Questi due liquidi hanno, dunque, una differente concentrazione elettrolitica: differenza importante ai fini della corretta raccolta e della corretta elaborazione delle informazioni sonore e di quelle relative all’equilibrio da parte delle strutture auricolari.

Nella terminologia medica con il termine idrope si suole indicare un accumulo di liquidi in cavità sierose, in tessuti sottocutanei o in strutture anatomiche cave.

L’orecchio ha una archistruttura complessa, in esso si riconoscono una porzione anteriore, detta coclea, deputata alla percezione dei suoni, e una porzione posteriore, l’apparato vestibolare, deputato al controllo dell’equilibrio. L’eccessiva produzione o il ridotto riassorbimento da parte di alcune strutture dell’orecchio interno possono portare ad un aumento della quantità di endolinfa o di perilinfa presente all’interno dell’orecchio interno con sviluppo di idrope. Se le variazioni di quantità sono minime solitamente non si manifesta alcuna sintomatologia, viceversa se le variazioni sono eccessive determinano un corredo sintomatologico che va ad interessare diversi organi e non solo l’orecchio.

L’idrope si definisce “secondario” quando le cause sono ben identificabili, si definisce “idiopatico” quando la causa non è nota.

Le cause di idrope “secondario”, responsabili di una eccessiva produzione di endolinfa o di un ridotto riassorbimento della stessa, sono infezioni virali: alterazioni ormonali, malattie metaboliche, alterazioni circolatorie (cause vascolari).

È possibile riconoscere diversi tipi di idrope: l’idrope perilinfatica e l’idrope endolinfatica.

L’idrope perilinfatica, ossia l’aumento della pressione della perilinfa è una condizione che difficilmente causa vertigini, ma si manifesta più spesso con sensazione di ovattamento auricolare, ipoacusia e a volte con acufeni. L’idrope endolinfatica è caratterizzata da un aumento della pressione dell’endolinfa all’interno del labirinto membranoso il quale conduce spesso ad una rottura di strutture membranose per cui perilinfa e endolinfa si uniscono. L’idrope endolinfatica solitamente è monolaterale, caratterizzata dalla comparsa di sintomi uditivi, quali calo della capacità uditiva e comparsa di acufeni, e di sintomi vertiginosi, a cui può associarsi una sensazione di fullness auricolare, ossia ovattamento auricolare o sensazione di “orecchio pieno”. La perdita uditiva spesso coinvolge tutte le frequenze, ed è di tipo neurosensoriale. Compare la vertigine rotatoria, una vertigine dovuta alla perdita di funzione di uno dei due apparati vestibolari, caratterizzata dalla sensazione di veder muovere l’ambiente circostante in maniera vorticosa, descritta spesso come la “sensazione di stare su una giostra”. Può insorge improvvisamente e spesso si verifica contemporaneamente al calo uditivo.

L’idrope endolinfatica rappresenta il substrato patologico, la predisposizione, il presupposto della Sindrome di Menière, malattia dell’orecchio interno caratterizzata da episodi di ipoacusia, acufeni e vertigini ciclici, che si ripetono più volte nel corso della vita in seguito ad episodi di formazione di idrope cocleare.

Ma attenzione sebbene l’idrope sia la base su cui si sviluppa la sindrome di Menière non è detto che tutti i casi di idrope portino a tale malattia. Idrope e sindrome di Menière non possono dunque essere considerati dei sinonimi. Questo è un concetto fondamentale, importante, innovativo, sul quale il Centro Siciliano Acufene sta portando avanti degli studi, in quanto teorizziamo che i fenomeni ischemici a carico dell’orecchio interno, i conflitti neurovascolari, le alterazioni metaboliche ed endocrinologiche, le patologie autoimmunitarie, le infezioni, e persino le alterazioni cranio-cervico-mandibolare comportino spesso idrope cocleare.

Il nuovo protocollo farmacologico studiato dal CSA, in collaborazione con i biologi e farmacologi dell’azienda farmaceutica siciliana, prevede l’aggiornamento di un vecchio protocollo farmaceutico, già utilizzato dalla equipe del Centro, grazie all’inserimento di un nuovo farmaco appositamente creato.

Il nuovo prodotto farmacologico contiene estratti vegetali che operano in sinergia per aiutare a proteggere e migliorare la salute degli organi dell’orecchio interno e a contrastare i fastidiosi ronzii. Per mantenere la funzionalità uditiva è essenziale incrementare l’afflusso sanguigno, attraverso un sistema vascolare in salute. Gli estratti contenuti nel prodotto agiscono in sinergia per aiutare a prevenire infezioni ed infiammazioni e allo stesso tempo per incrementare il tono dei vasi e rinforzare il sistema micro-vascolare degli organi dell’orecchio interno. In questo modo si aiuta il ripristino delle funzionalità dell’orecchio. Inoltre, gli estratti vegetali contenuti in questo prodotto farmacologico, possono aiutare a mantenere la funzionalità degli organi uditivi e a contribuire ad incrementare le difese naturali nei confronti di agenti ossidativi, che possono predisporre ad alterazioni uditive.

Le proprietà di questo nuovo prodotto di incrementare la resistenza dei vasi capillari e di fluidificare il sangue risultano di notevole beneficio per la funzionalità uditiva perché, oltre alle forti capacità antiossidanti, migliorano il flusso sanguigno e la micro-circolazione negli organi dell’orecchio.

Coronavirus: avviso per l'incolumità dei pazienti

Coronavirus: avviso per l’incolumità dei pazienti

Visti i recenti avvenimenti legati all’emergenza coronavirus è nostro dovere rassicurare i nostri pazienti riguardo l’osservanza delle regole emanate dal Governo. Premettiamo che sul nostro territorio ed hinterland non vi sono casi di positività al coronavirus, né persone sospette o in quarantena.

Lo Studio Medico Malattie Orecchio-Naso-Gola ed Allergopatie di Taormina e Randazzo, il Centro Siciliano Acufene di Taormina e il Centro del Gruppo Siciliano Medicina del Sonno hanno ritenuto comunque importante informare i pazienti che:

  • gli appuntamenti verranno organizzati ad orario, distanziati di mezz’ora e non di un quarto d’ora.
  • In sala di attesa e nel bagno della sala di attesa troverete un disinfettante per le mani tipo Novacol, Amuchina, disinfettante cutaneo Germoxid, per coloro che ne hanno necessità.
  • Garantiremo la permanenza in sala di attesa al massimo di quattro persone sedute distante l’uno dall’altra.
  • La sala di attesa è dotata di ventola aspirante di aria, di ampie finestre e di split aria condizionata per garantiscono il corretto ricambio di aria e la deumidificazione dei luoghi.
  • Al momento della prenotazione della visita chiederemo se il paziente da visitare presenta febbre, tosse e altri sintomi simil-influenzali per evitare di far pervenire presso lo studio pazienti che possano trasmettere questi sintomi a persone in buona salute.
  • Verranno rinviati a data da destinarsi i pazienti che al momento della registrazione dei dati riguardanti la privacy presentano sintomi simil-influenzali,per evitare la contaminazione degli ambienti e la trasmissione di ipotetici virus a persone in buona salute.
  • Gli ambienti vengono continuamente sanificati mediante utilizzo di prodotti germo detergenti- disinfettanti che assicurano una disinfezione rapida e persistente a tutte le superfici, impianti igienici, pavimenti ed oggetti lasciando una delicata profumazione in tutto l’ambiente. L’associazione tra un particolare Sale Quaternario d’Ammonio e l’Isotiazolinonmagnesio Cloruro ad alta concentrazione di Germo Detergente (a spiccata azione antifungina ed antimuffa) garantisce un’azione totale contro batteri gram positivi, gram negativi, funghi e virus.
  • Tutti gli strumenti utilizzati, i ferri, gli speculi e le fibre ottiche flessibili e rigide vengono lavati e immersi in un disinfettante sterilizzante chiamato Sterilmed ( sterilizzazione chimica a freddo) con intensa attività germicida, prima di procedere alla sterilizzazione in autoclave. Sterilmed è in grado di distruggere tutte le forme di vita, compresi i batteri, le spore batteriche e fungine, i bacilli tubercolari ed i virus (tra cui HIV, HBV, HCV).
  • In prossimità della entrata in sala visite è posto per terra un tappeto decontaminante antibatterico, la migliore soluzione per garantire la massima igiene al luogo di lavoro, la totale rimozione delle contaminazioni causate dal passaggio di scarpe o ruote, prima di entrare in aree pulite o sterili.
  • In sala di attesa sono poste le raccomandazioni leggibili a tutti: «Mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro, starnutire e tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie»
  • Il medico utilizzerà la mascherina e i guanti monouso, così come tutti gli altri presidi monouso utilizzati normalmente

Il governo sottolinea che in tutti quegli ambienti in cui vengono rispettate queste indicazioni non si corrono rischi per la salute pubblica.

Noi vi garantiamo al 100% la salubrità dei luoghi, vi garantiamo la sicurezza dei luoghi e il rispetto delle regole emanate dal Governo al fine di garantire la gestione della buone salute per noi medici e per voi pazienti! Vi garantiamo quindi la serenità di sottoporvi alle visite normalmente e senza rischio!

Provvederemo prontamente a fornirvi altre informazioni qualora il caso lo necessiti.

Giornata della Salute a Furci Siculo

“Giornata della Salute” a Furci Siculo: il CSA dalla parte della prevenzione

Decine di visite e screening gratuiti durante la “Giornata di Salute e Prevenzione” presso il Centro diurno di Furci Siculo organizzata dal Centro Siciliano Acufene (Csa) e dall’Aerfon Sordità, con il patrocinio del Comune di Furci Siculo e della Fraternita Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni. Una giornata dedicata alla prevenzione in ambito otorinolaringoiatrico, audiologico, ortopedico, oncologico, nutrizionale e posturometrico a cui ha partecipato anche la dr.ssa Daria Caminiti, medico chirurgo specialista in otorinolaringoiatria ed esperta in allergologia e responsabile del Csa.

L’iniziativa è stata molto apprezzata: numerosi residenti, ma anche molti pazienti provenienti da altri comuni della riviera jonica, sono stati visitati gratuitamente dagli specialisti.

I locali del Centro Diurno di Furci Siculo sono stati divisi in varie postazioni: una postazione audioprotesica ed otorinolaringoiatrica, una postazione ortopedica, una postazione oncologica, una postazione nutrionale e una postazione di rilevazione posturometrica. A visitare i pazienti, insieme alla dr.ssa Daria Caminiti, il dr. Alessandro D’Angelo, medico chirurgo specialista in oncologia medica e governatore della Fraternita Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni, il dr. Mauro Sigismondo medico chirurgo specialista in ortopedia, la dr.ssa Maria Teresa D’Agostino biologa nutrizionista clinica, la dr.ssa Debora Filocamo tecnico audioprotesista dell’Aerfon Sordità, e il tecnico posturometrista Angela Toscano.

A presenziare all’evento il sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilia, in quale ha sottolineato l’importanza di tali iniziative che promuovono sul territorio la cultura della prevenzione.

Tatuaggi e acufne

Il tatuaggio causa vertigini e acufene: lo studio e le terepie del Centro Siciliano Acufene

In biologia, l’equilibrio è un meccanismo che permette ad un organismo animale di conoscere e organizzare il movimento del proprio corpo rispetto alla forza di gravità e altre forze esterne. Per postura si intende, invece, la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere: in stazione eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale). Quindi la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in deambulazione che in stazionamento e ciò dipende da vari fattori neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali.

L’organo dell’equilibrio risiede nell’orecchio interno ed è il sistema più complesso esistente nel corpo umano.

Concorrono al mantenimento dell’equilibrio tre sistemi che interagiscono tra loro: il sistema vestibolare, il sistema visivo e il sistema somatosensoriale. Alterazioni o patologie del sistema vestibolare, del sistema visivo e del sistema somatosensoriale, comprendente, in questo ultimo caso, alterazioni dei muscoli, dei tendini, delle ossa, delle articolazioni e della cute, responsabili di squilibri posturali, determinano la sindrome vertiginosa. Molti pazienti dei pazienti arrivati al Centro Siciliano Acufene per vertigini e/o vertigini ed acufene erano soggetti portatori di tatuaggi. Per tale motivo sono stati valutati non solo dal punto di vista vestibolare ma anche posturale per rilevare la variazione dei parametri di elasticità cutanea della zona interessata e le disfunzioni percettive di origine somatoestesica. L’ipotesi al centro dello studio del Csa è che i tatuaggi realizzati soprattutto nella zona del tronco (muscoli posturali), possono creare delle asimmetrie funzionali e quindi essere la causa di alcune disfunzioni.

La cute ricoperta da un tatuaggio ha una variazione di elasticità e di sensibilità che potrebbe incidere a livello del sistema somatosensoriale.

Per riuscire a capire come un tatuaggio possa determinare patologie posturali e quindi essere responsabile o co-responsabile della sindrome vertiginosa bisogna chiarire cosa si intende per cicatrice. La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione sul derma e sull’epidermide. La lesione è un danno che porta ad un’alterazione di un tessuto e ad un cambiamento della forma o della funzione. Le lesioni possono esser estese o diffuse, molto dipende dal danno che invade i tessuti adiacenti o a distanza da essa. Ogni tipo di cicatrice sia essa superficiale o profonda, chirurgica o traumatica ha il potere di costituire una informazione al sistema ricettoriale e dunque al sistema tonico posturale. Ogni input viene tradotto dal cervello in un output adattativo, ogni cicatrice che non sia stata trattata produce un alterazione posturale.

Nel tempo ogni alterazione posturale causerà alterazioni posturali in altre aree del corpo.

Cicatrice

Lunga cicatrice della gamba in presenza di cinque piccoli cheloidi

La cicatrice può essere ipertrofica quando il tessuto di riparazione si forma in grande quantità, rimanendo spesso rilevata e dolente. Può essere atrofica quando il tessuto di riparazione è insufficiente e spesso tendono a riaprirsi.

La cicatrice si può presentare ai nostri occhi striata, spessa o nelle migliori condizioni quasi invisibile, invece in altri casi, al nostro tatto si può presentare piana, rilevata o infossata.

Quando il suo aspetto è spesso, a rilievo, infossato o quasi insignificante in superficie può creare problemi fisici, dipende anche da dove è situata. La sua forma è determinata dal suo processo di cicatrizzazione.

Anche il tatuaggio è una cicatrice che può influenzare il nostro equilibrio energetico e posturale.

Il tatuaggio si esegue somministrando sottopelle, attraverso l’utilizzo di aghi, delle sostanze chimiche coloranti, determinando una lesione della pelle. Anche a distanza di anni possono essere reattivi e contenere sostanze chimiche tossiche. Esistono delle apparecchiature elettroniche specifiche che rilevano la quantità di sostanze tossiche esistenti in un corpo tatuato, che misurano potenziali elettrici di organi o meridiani in relazione alla cicatrice.

Fondamentale ed importante valutazione da eseguire in caso di vertigine e/o vertigine ed acufene in presenza di tatuaggi è l’esame posturometrico su pedana bi-piastra di Lizard.

Pedana monopiastra stabilometrica CSA

Questo esame permette di rilevare molti parametri essenziali tra cui le asimmetrie di carico e quindi eventuali scompensi energetici nel meridiano di corrispondenza della cicatrice stessa. La maggior parte dei pazienti che riferivano vertigine e/o vertigine ed acufene presentavano alterazioni dell’assetto vestibolare consequenziali ad alterazioni posturali. La valutazione posturometrica, integrata con una valutazione osteopatica, è fondamentale poiché la pelle lesionata da un tatuaggio – o da una cicatrice da intervento chirurgico, o da una ferita, o da un’abrasione profonda o da un ustione – perde elasticità interessando in alcuni casi anche il tessuto muscolare.

Il tatuaggio eseguito a livello del volto e del collo, le cicatrici a livello degli zigomi, dell’area temporo-mandibolare, o a livello della colonna cervicale sono responsabili di alterazioni dell’assetto cranio-temporo-mandibolare e a loro volta responsabili della vertigine o dell’acufene poiché interessanti strutture anatomiche a stretto contatto con l’orecchio.

Tatuaggi viso e collo e acufene

Il paziente che soffre di vertigini e/o acufeni viene sottoposto a valutazione della funzionalità vestibolare con strumenti altamente all’avanguardia come il Video Head Impulse Test, la pedana stabilometrica monopiastra e mediante la valutazione posturometrica tramite la pedana di Lizard, uno strumento di alta precisione. A seguito dei risultati ottenuti il paziente verrà indirizzato o verso un percorso diagnostico ancora più mirato, mediate radiologia dell’orecchio, valutazione osteopatica ed ortodontica, o verso un percorso riabilitativo mediante esercizi biofeedback integrati da trattamenti osteopatici, fondamentali per il trattamento della cicatrice e il recupero del tono muscolare.

La riduzione del tono muscolare, la formazioni di aderenze e di tensioni portano quindi a loro volta ad una postura scorretta. L’individuazione della causa permette un trattamento adeguato, specifico e dunque risolutivo della patologia. Nel caso di pazienti che riferiscono vertigini e/o vertigini ed acufene, al Centro Siciliano Acufene la valutazione vestibolare all’avanguardia viene affiancata alla moderna posturologia clinica, rintracciando la causa che ha scatenato la patologia attraverso test ed esami posturali statici e dinamici, test strumentali, anamnesi articolate etc. Sono stati numerosi i pazienti che nel 2019 sono stati riabilitati mediante programmi integrati vestibolari, posturali, osteopatici ed ortodontici. Ancora una volta gli specialisti del Csa si sono mostrati, di fronte a situazioni che possono essere considerati banali come un tatuaggio, attenti e interessati a studiare ogni singolo caso, senza tralasciare nessun dato clinico. Così come l’acufene anche la vertigine può essere trattata solo in equipe multidisciplinare, poiché spessissime volte le cause responsabili della sintomatologia sono molteplici e necessitano di essere analizzate e trattate una per una.

Presentazione Libro Daria Caminiti Misericordia a Letojanni

“Acufene, quel maledetto fischio”, presentato a Letojanni il volume della dr.ssa Daria Caminiti

È stato presentato presso la sede della Fraternita Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni il volume “Acufene, quel maledetto fischio. Le nuove frontiere per la diagnosi, la terapia e la riabilitazione”, edito dalla Maurfix, della dr.ssa Daria Caminiti, esperta in otorinolaringoiatria e allergologia e responsabile del Centro Siciliano Acufene (Csa). Hanno collaborato alla redazione del volume anche altri specialisti e membri del Csa: la dr.ssa Cristina Vitale, specialista in ortognatodonzia; la dr.ssa Maria Teresa D’Agostino, biologa nutrizionista clinica; il dr. Gianluca Barca, osteopata; la dr.ssa Milena Samperi, psicologa; il dr. Francesco Fiumara, specialista in radiodiagnostica; la dr.ssa Barbara Valenti, specialista in radiodiagnostica.

«L’acufene – ha spiegato la dr.ssa Caminiti – è un un disturbo caratterizzato dalla percezione di una sensazione uditiva anomala in assenza di stimoli esterni che colpisce oltre il 10% della popolazione. Eventi come questo servono ad informare sulle cure e sui trattamenti perché dall’acufene si può guarire. Ringrazio il Governatore della Fraternita Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni per l’ospitalità e la collaborazione. Tanti altri eventi, convegni e screening gratuiti sono in programma, grazie anche al continuo sostegno della Misericordia, poiché riteniamo che la comunicazione non sia mai abbastanza affinché si faccia prevenzione e si promuova la salute sul territorio».

Insieme alla dr.ssa Caminiti sono intervenuti anche la dr.ssa Cristina Vitale, la dr.ssa Maria Teresa D’Agostino e il dr. Gianluca Barca che hanno illustrato le cause, la diagnosi e il trattamento del disturbo attraverso un approccio multidisciplinare. L’orecchio non è l’unico responsabile dell’acufene: la causa spesso è legata all’alimentazione, a disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e ad alterazioni di tutte quelle strutture che entrano in relazione con l’orecchio e che possono causare squilibri posturali.

 

CSA al Pugliatti

Sistema dell’Equilibrio e corretto esercizio fisico: evento informativo del Csa all’Istituto Pugliatti di Taormina

L’equipe del Centro Siciliano Acufene questa mattina ha incontrato gli studenti dell’IISS “Salvatore Pugliatti” di Taormina per un evento informativo su “Il fisiologico funzionamento del Sistema dell’Equilibrio per eseguire un corretto esercizio fisico”.  La dr.ssa Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, responsabile del Csa, ha parlato del funzionamento del Sistema Vestibolare e delle alterazioni che possono incidere sul movimento e sulla postura durante la crescita.

Oltre alla dr.ssa Caminiti hanno relazionato anche fli altri membri dell’equipe del Centro Siciliano Acufene: la dr. ssa Cristina Vitale, specialista in ortognatodonzia; la dr.ssa Maria Teresa D’Agostino, biologa nutrizionista clinica; il dr. Gianluca Barca, osteopata e la dr.ssa Angela Toscano, posturometrista. Gli specialisti del Csa hanno posto l’accento su tutti gli altri fattori che entrano in campo nell’esecuzione di un corretto esercizio fisico: dalla corretta alimentazione alla correzione delle malocclusioni dentali, dalle alterazioni osteopatiche agli squilibri posturali.

Acufene

Acufene, un solo sintomo diverse terapie: l’approccio multidisciplinare

Il sintomo acufene è difficile da studiare e dunque da trattare poiché a determinarlo può essere una o più cause. Dunque, per risolvere il disturbo bisogna indagare le singole cause e trattarle contemporaneamente per ottenere risultati soddisfacenti e il miglioramento della qualità della vita del paziente. L’acufene è un sintomo invalidante, che azzera la qualità di vita del paziente che diviene spesso depresso, insonne, irrequieto, con tendenza a non vivere la vita sociale, con tendenza ad isolarsi per ricercare erroneamente il silenzio, con scarsa capacità di concentrazione, con scarsa voglia di vivere la famiglia e l’ambiente lavorativo, con tendenza a gesti irreparabili: il paziente acufenico non vive più!

Proprio perché l’acufene è generato da più cause è necessario che il paziente, per ottenere risultati , si rivolga ad una equipe multidisciplinare.

Il Centro Siciliano Acufene si avvale di una equipe in cui lavorano a stretto contatto l’otorinolaringoiatra, l’audiologo, l’audioprotesista, l’ingegnere biomedico, lo psicoterapeuta, l’ortodontista, l’osteopata,il biologo nutrizionista, il radiologo, il neurochirurgo, il cardiologo, il reumatologo.

Il Csa nasce dieci anni addietro proprio per questo motivo, ossia prendersi carico del paziente acufenico, che verrà seguito a ruota da tutti questi specialisti, dal momento in cui arriva alla nostra osservazione per formulare una diagnosi corretta, senza margine di errore, sino all’indicazione del trattamento mirato per ciascun paziente, ma anche successivamente nel tempo. Non si può trattare l’acufene se non in una equipe multidisciplinare poiché solo l’otorinolaringoiatra potrebbe diagnosticare patologie dell’orecchio e non cranio-mandibolari, nutrizionali, neurochirurgiche, vascolari, cardiologiche, psicologiche etc. Ancora peggio gli audioprotesisti, che possono vendere protesi acustiche, non possono prescrive farmaci o esami diagnostici e quindi non possono trattare l’acufene, tra l’altro l’acufene non si tratta con protesi acustiche. Per essere vincenti bisogna creare una equipe multidisciplinare, i cui medici specialisti lavorino a strettissimo contatto in una unica struttura, senza fare impazzire il paziente facendolo girare nei vari studi medici o ambulatori medici.

L’equipe del Csa lavorando a stretto contatto, dopo aver preso in carico il paziente, studia ogni singolo caso, esegue settimanalmente dei briefing in modo da progettare una diagnostica strumentale corretta ma soprattutto un trattamento mirato per ciascun paziente.

Il paziente che perviene al Csa verrà subito visitato dall’otorinolaringoiatra, dall’audiologo, e dall’audioprotesista, verrà sottoposto ad indagini strumentali di primo livello ossia esame audiometrico tonale e vocale, esame impedenzometrico, prove di funzionalità vestibolare, prove di funzionalità cranio-cervico-mandibolare, otomicroscopia, endoscopica delle alte vie respiratorie, compilazione del THI. Qualora il caso del paziente richiedesse esami audiologici di secondo livello si eseguiranno le otoemissioni acustiche, il potenziale evocato uditivo, il video Head Impulse Test.

Si studieranno i referti di questi esami e se necessario verranno prescritti esami mirati radiologici dell’orecchio e dell’encefalo, delle arterie e dei nervi, con indagini strumentali eseguiti con strumenti all’avanguardia. Qualora durante la visita, dopo aver raccolto la storia del paziente, si evincesse alterazioni del distretto cranio-mandibolare entrano in gioco l’ortodontista, il tecnico ortodontista e l’osteopata. Qualora si scopra che a generare l’acufene è una patologia autoimmunitaria, per esempio la fibromialgia, entra in gioco anche il nostro reumatologo e la nostra nutrizionista clinica. Qualora la causa è cardiologica ci affiancherà il nostro cardiologo e spesso il nostro neurochirurgo di riferimento poiché spesso si riscontrano cause neurovascolari che richiedono il trattamento sinergico di queste figure. Se durante la visita si diagnosticano malattie metaboliche oltre allo specialisti di riferimento in relazione alla patologia diagnosticata entrerà in gioco in maniera importantissima il lavoro della biologa nutrizionista. La psicoterapeuta è la figura cardine del CSA sia in ambito diagnostico ma soprattutto terapeutico affiancando ciascun specialista della equipe nei casi in cui vi è la necessità.

I trattamenti sono molteplici e vengono adeguati alle necessità del singolo paziente.

I protocolli messi in atto dal Csa sono frutto di studi scientifici ultimati o ancora in atto, condivisi con aziende farmaceutiche soprattutto locali, centri radiologici, officine ortodontiche, laboratori di analisi biochimiche scelti per essere eccellenze territoriali. I trattamenti non sono standardizzati dunque, ma variano da caso a caso: sono, come diciamo spesso, vestiti sartoriali cuciti su misura per ciascun paziente. Vi sono tantissimi protocolli farmacologici, trattamenti riabilitativi sonori dal semplice mascheramento alla terapia sonora per eccellenza TRT che bisogna saper eseguire con accuratezza, trattamenti riabilitativi cranio-cervico-mandibolari, trattamenti riabilitativi psicoterapeutici, trattamenti nutrizionali, trattamenti chirurgici qualora la causa responsabile dell’acufene si può risolvere solo con la chirurgia.

Il Csa da oltre dieci anni continua a studiare e a produrre seri protocolli per garantire al paziente soluzioni sempre più innovative, risolutive, non invasive, moderne e all’avanguardia.

Tutto ciò si può fare solo con tanto dispendio di energie, con studio continuo e con tantissimo amore per il proprio lavoro a discapito della propria vita.

Il Csa ha messo nero su bianco parte del percorso fatto in dieci anni nel libro “Acufene, quel maledetto fischio”, e a settembre depositerà un brevetto ortodontico che sarà utile per quei pazienti con acufene e disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare. Tante e numerose sono le novità che pian piano vi faremo conoscere. Oggi l’acufene con costanza e seguendo il giusto percorso diagnostico-terapeutico si può trattare!

Fibromialgia

Fibromialgia e acufene: nuovo protocollo per trattare dolori muscoloscheletrici, disturbi uditivi e vertigini

La fibromialgia, spesso definita sindrome fibromialgica, è una patologia caratterizzata da dolore muscolare cronico e trattandosi di una malattia reumatica provoca un aumento della tensione muscolare di tutti i muscoli del corpo. I dolori sono localizzati solitamente al collo, alle spalle, alla schiena e alle gambe e si accompagnano alla rigidità, alla limitata mobilità e alla sensazione di gonfiore delle articolazioni. La costante tensione muscolare determina la stanchezza cronica caratteristica dei pazienti fibromialgici. Altri sintomi caratteristici della fibromialgia sono i dolori ai tendini, i disturbi del sonno, la cefalea, e i disturbi del tono dell’umore.

La fibromialgia è quindi una malattia cronica complessa definita dall’American College of Rheumatology come «una condizione di dolore cronico diffuso con caratteristici ‘tender points’ (punti dolenti alla pressione) all’esame fisico, spesso associata con una varietà di sintomi o disfunzioni».

Il gruppo italiano di studio sulla fibromialgia ha invece definito questa malattia: «una sindrome da sensibilizzazione centrale, caratterizzata da disfunzione dei neurocircuiti, che coinvolgono la percezione, la trasmissione e la processazione degli stimoli nocicettivi afferenti, con la prevalente manifestazione di dolore a livello dell’apparato locomotore». Il dolore che affligge i pazienti affetti da fibromialgia è cronico e diffuso, non presentando una particolare distribuzione anatomica viene spesso descritto dal paziente come dolore pungente, lancinante o urente ma sempre di “tipo muscolare“. La sintomatologia dolorosa viene accentuata dal freddo, dalla umidità, dallo stress, da periodi di inattività o da sovraccarico funzionale, da ansia o da fattori ormonali. Ad oggi le cause di questa sindrome non sono del tutto chiare e altrettanto incerti i suoi meccanismi. Moltissimi studi scientifici volti a capire le cause della malattia documentano numerose alterazioni dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale, cioè di quelle sostanze di fondamentale importanza nella comunicazione tra le cellule nervose.

Le due caratteristiche principali della fibromialgia sono infatti la iperalgesia e la allodinia.

Per iperalgesia si intende la percezione di dolore molto intenso in risposta a stimoli dolorosi lievi, mentre per allodinia si intende la percezione di dolore in risposta a stimoli che normalmente non sono dolorosi. Uno degli effetti della disfunzione dei neurotrasmettitori è la iperattività del Sistema Nervoso Neurovegetativo che comporta un deficit di irrorazione sanguigna a livello muscolare, con insorgenza di dolore, astenia e tensione. Nel 75% dei pazienti affetti da fibromialgia vi è l’astenia, la sensazione di stanchezza cronica, spesso presente maggiormente al risveglio poiché correlata ad un sonno non ristoratore, ad un sonno alterato in termini di qualità e quantità. Le alterazioni del sonno creano un circolo vizioso, in quanto accentuano il dolore e influiscono sull’umore, che a loro volta contribuiscono a disturbare il sonno. Anche le parestesie, sensazione di formicolio e intorpidimento degli arti, sono caratteristici della fibromialgia così come i crampi muscolari, le fascicolazioni, i tremori palpebrali, il rallentamento dei gesti, la difficoltà di concentrazione, la confusione mentale, la difficoltà nello scrivere, nel parlare e nel leggere. Non di raro riscontro è la sindrome algico-disfunzionale dell’articolazione temporo-mandibolare, il dolore si accentua in questo caso con i movimenti della bocca. Oltre ad altre disfunzioni presenti come la Sindrome del colon irritabile, la Sindrome delle gambe senza riposo, disfunzioni interessanti l’apparato genito-urinario, disfunzioni sessuali, disfunzione della sfera affettiva.

Il paziente affetto da fibromialgia riferisce frequentemente  anche vertigine ed acufene.

Caratteristici il senso di instabilità, di sbandamento, vere e proprie vertigini spesso ad andamento cronico e che vengono spesso imputate all’artrosi cervicale o a problemi dell’orecchio. Poiché la fibromialgia coinvolge anche i muscoli oculari e pupillari, i pazienti possono presentare nausea e visione sfocata. Gli acufeni, definiti da questi pazienti come fischi o vibrazioni nelle orecchie, rumori che risuonano nella testa, possono essere originati da spasmi dei muscoli tensivi del timpano. I pazienti affetti da fibromialgia presentano la sensazione di orecchio tappato, la presenza di uno o più suoni che si alternano e/o si modificano durante la giornata soprattutto durante la masticazione.

L’acufene è un sintomo invalidante ma nei pazienti con fibromialgia lo diventa ancora di più.

Il rumore continuo e ossessionante, che risuona nella testa, viene amplificato nei pazienti che già presentano alterazioni del tono dell’umore, frequentemente ansiosi e depressi, scarsa capacità di concentrazione, disfunzioni varie e continui stimoli dolorosi che acuiscono l’intensità dell’acufene stesso. I pazienti descrivono anche delle sensazioni di tintinnio, talvolta di prurito e di diminuzione dell’acuità uditiva. Gli acufeni nei pazienti affetti da fibromialgia possono essere originati da spasmi dei muscoli tensori del timpano ma vi sono delle teorie a favore di alterazioni dei meccanismi nella modalità di elaborazione dello stimolo uditivo e del rumore a livello del sistema nervoso centrale,fenomeno analogo a quanto avviene in tali pazienti nel caso della riduzione della soglia di sopportazione del dolore. È interessante capire come la variabile “rumore” possa divenire, nei pazienti affetti da fibromialgia, un elemento ancora più invalidante rispetto ai pazienti che riferiscono acufene ma non affetti da fibromialgia. Tutto ciò è facilmente spiegabile considerando che quasi la totalità dei pazienti fibromialgici presentano disturbi del sonno responsabili della stanchezza e del rafforzamento dei dolori. Una buona gestione dei disturbi del sonno può aiutare a controllare il dolore, ed un buon controllo del dolore può migliorare la qualità del sonno. È ben comprensibile dunque che la variabile “rumore”, intesa sia come rumore ambientale sia come rumore soggettivo o acufene, rappresenti un elemento che disturba ulteriormente il sonno e il riposo. I pazienti con fibromialgia riferiscono, infatti, difficoltà nell’addormentarsi e continui risvegli notturni, la fase profonda del sonno è quindi spesso disturbata. Solitamente la persona al risveglio si sente ancora affaticata come se non avesse dormito.

La ricerca ha evidenziato che l’interruzione della fase profonda del sonno possa alterare importanti funzioni del corpo e la percezione del dolore.

La mancanza di sonno profondo, fase nella quale i muscoli si rilassano e recuperano la stanchezza accumulata durante il giorno, spiega molti dei sintomi della fibromialgia, e il rafforzamento dei dolori. Bisogna soprattutto in questi casi controllare e gestire il più possibile la componente rumorosa, l’acufene per consentire al paziente fibromialgico di curarsi e di non aggravare una condizione già difficile. Fino ad una decina di anni addietro la fibromialgia non veniva diagnosticata e quindi trattata poiché considerata una patologia psicogena e quindi difficilmente curabile. Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate sia in ambito diagnostico sia in ambito terapeutico. La diagnosi, può essere formulata sia con i vecchi criteri classificativi del 1990, che richiedono la presenza di dolore muscoloscheletrico diffuso da almeno 3 mesi e la positività di almeno 11 trigger points sui 18 previsti, sia con i più recenti criteri diagnostici, formulati dall’ACR nel 2010, in cui, oltre al dolore cronico diffuso, viene attribuita maggiore importanza ai sintomi extra-scheletrici. Oggi la fibromialgia si può curare grazie alla scoperta dei meccanismi responsabili della malattia, si possono infatti utilizzare farmaci in grado di correggere i deficit riscontrati, in particolare il deficit di serotonina.

Il programma terapeutico non può però tenere in considerazione solo il sintomo cardine, ossia il dolore muscolo-scheletrico, poiché nella maggior parte dei casi i sintomi extrascheletrici come l’alterazione del sonno e l’astenia possono rappresentare, più del dolore, la causa del peggioramento della qualità della vita.

Spesso dunque vengono prescritti sedativi-ipnotici, ansiolitici e antidepressivi. Molti antidepressivi inducono acufene e le benzodiazepine inducono farmacodipendenza fisica e psicologica oltre a manifestazioni di astinenza successive alla sospensione del farmaco che aggravano l’acufene. L’uso di questi farmaci dovrebbe dunque essere limitato nel tempo in quanto rallentano la plasticità cerebrale e quindi l’adattamento alla percezione dell’acufene. Il Centro Siciliano Acufene ha avviato una collaborazione con medici reumatologi autorevoli al fine di programmare una terapia farmacologica integrata efficace che non determini effetti collaterali come gli antidepressivi o i sedativi-ipnotici. A tal proposito il Csa propone un approccio terapeutico combinato ai problemi “mente-corpo”, ossia una terapia farmacologia associata ad una psicoterapia e ad un adeguato esercizio fisico per ottenere un effetto sinergico.

Il CSA è una realtà multidisciplinare per la diagnosi, la riabilitazione e il trattamento dell’acufene, e nel caso dei pazienti affetti da fibromialgia con dolori muscoloscheletrici, ansia, insonnia che presentano anche acufene ha messo in atto un protocollo terapeutico che prevede un approccio psicoterapeutico.

In particolare fa ricorso alla terapia cognitivo-comportamentale considerata la base del trattamento del dolore, dello stress e dell’acufene. Gli interventi della terapia cognitivo-comportamentale, brillantemente eseguita dalla nostra psicoterapeuta, comprendono il training cognitivo di adattamento alla malattia ( tecniche di rilassamento, tecniche di risoluzione dei problemi, etc), tecniche comportamentali di adattamento,strategie per la promozione del supporto sociale, l’aiuto ai pazienti ad apprendere e a monitorare l’interazione tra pensieri, sintomi, sentimenti.

In associazione alla terapia cognitivo-comportamentale, il Csa prevede sinergicamente dei trattamenti osteopatici miorilassanti, atti ad eliminare le contratture muscolari e una terapia farmacologica.

Grazie alla collaborazione con una azienda farmaceutica locale impegnata nella ricerca scientifica il protocollo del Csa prevede la prescrizione di un medicamento composto da Passiflora incarnata L., Avena sativa L.,Crataegus oxyacantha L., Griffonia simplicifolia (DC) baill.,Vit B12, Vit.B6, Vit.B5, Zinco. Tale medicamento si è mostrato utile a facilitare il rilassamento in caso di stress fisico e mentale, a contribuire a ridurre i distrurbi dell’umore, ma la cosa più importante è che si è dimostrato utilissimo a diminuire l’insonnia con conseguenze sul controllo del sintomo acufene. Anche nel caso di pazienti che riferiscono acufene affetti da fibromialgia il CSA ha mostrato particolare interesse e sensibilità intraprendendo collaborazioni multispecialistiche e scientifiche impiegando energie per cercare soluzioni, scoprire e mettere in campo nuove soluzioni, incidendo positivamente sullo stato di questa malattia e per migliorare la qualità della vita dei pazienti fibromialgici che prevengono alla nostra osservazione per acufene e/o vertigini.