Acufene pulsante: il Centro siciliano acufene protagonista ancora una volta

L’acufene pulsante è definito come occasionale percezione del proprio battito cardiaco nell’orecchio, ed è un acufene oggettivo in quanto il rumore realmente prodotto dal passaggio del sangue nei vasi sanguigni (arterie carotidi) è auscultabile dal medico mediante il fonendoscopio appoggiato sul collo nella zona di passaggio di vasi sanguigni in prossimità dell’orecchio.
L’acufene pulsante può essere causato:

  • da un cambiamento del flusso sanguigno dei vasi sanguigni vicini all’orecchio dovuto ad esempio ad una ostruzione o ad un eccessivo slargamento di un vaso, situazione che costringe i vasi vicini ad un sovraccarico che genera rumore;
  • da formazione di turbolenze all’interno del vaso divenuto irregolare per indurimento delle pareti endoteliali consequenziali ad aterosclerosi;
  • da fattori posturali del collo che determinano compressione di alcuni vasi del collo.

L’acufene pulsante può avvenire anche in assenza di turbolenze od ostruzioni per:

  • perdita uditiva di tipo trasmissivo causata da un aumento della risonanza della cavità timpanica (otite catarrale, otite cronica, restringimento tubarico, etc);
  • aumento della sensibilità delle vie uditive che può, come nell’iperacusia, innescare un meccanismo di attenzione in cui il segnale normale di pulsazione viene interpretato come un segnale di allarme ed essere aumentato proprio dall’attenzione selettiva che vi si va a focalizzare. È un’evenienza frequente in soggetti con stati di ansia;
  • disfunzioni dell’ATM o articolazione timpano-mandibolare.

Regola essenziale è che bisogna prestare più attenzione agli acufeni pulsanti monolaterali rispetto a quelli bilaterali. Le cause possono essere in questi casi vasculo-tumorali, congenite o acquisite per presenza di fistole arterio-venose, angiomi, glomo timpano-giugulare, paraganglioma, stenosi carotidee importanti e ipertensione arteriosa, correlate o meno ad ipercolesterolemia, valvulopatie cardiache.

La percezione di un rumore ritmico originato all’interno del corpo, ossia l’acufene pulsante, è un tipo di acufene raro che riguarda solo il 3% dei pazienti affetti da questo disturbo.

Spessissimo la percezione continua di questo rumore può provocare cefalee e stati d’ansia anche molto intensi. Il Centro Siciliano Acufene in collaborazione con una azienda farmaceutica siciliana, sono impegnati nello studio farmacologico di alcune sostanze naturali, che associate in un’unica capsula, presentano effetti simili a quelli indotti dalle benzodiazepine (ma non sono benzodiazepine e non presentano quindi lo stesso meccanismo d’azione).

La prescrizione di benzodiazepine e di antidepressivi nel trattamento del paziente acufenico è controindicato poiché inizialmente inducono un apparente miglioramento del sintomo invalidante, ma non appena finisce l’effetto il paziente avverte l’acufene molto più amplificato.

Ciò avviene per un meccanismo di tolleranza e dipendenza indotto da questi farmaci. In particolare la forma più lieve di astinenza è il “rebound” o contraccolpo. Il rebound comprende il ritorno dei sintomi originali che si ripresentano con intensità maggiore e l’insorgere di nuovi sintomi non precedentemente avvertiti dal paziente. Il rebound è più probabile quando s’interrompono le benzodiazepine ipnotiche, specialmente quelle a breve durata d’azione, anche dopo averle usate solo per pochi giorni. Quando finisce l’effetto di questi farmaci, dunque, il paziente per ottenere un sedicente e temporaneo miglioramento del sintomo ha necessità di assumere dosi sempre più alte di benzodiazepine o antidepressivi. Tutto ciò avviene perché la serotonina ormone del buonumore), i cui livelli vengono aumentati da tali farmaci, stimola in maniera abnorme alcuni neuroni fusiformi che si trovano nella regione del cervello (il nucleo cocleare dorsale) dove ha origine la sensazione dell’acufene. Molti studi dimostrano che questi neuroni diventano ipersensibili agli stimoli e «la loro attività schizza letteralmente alle stelle».

Anche in questo caso il Centro Siciliano Acufene ha ottenuto risultati eccellenti somministrando al paziente questa nuova formulazione farmacologica, maggiormente nei casi di acufene indotti o consequenziali, a stati di stress, ansia, traumi psicologici ma anche ad alcune patologie organiche specifiche.

Come sempre è fondamentale la formulazione della diagnosi mediante esami strumentali audiologici e radiologici mirati in modo da poter prescrivere una terapia mirata, che oltre ad essere farmacologica può essere associata a terapia riabilitativa sonora. Nel caso dell’acufene pulsante il Centro Siciliano Acufene si è dimostrato, ancora una volta, capace di trovare una soluzione specifica, garantendo buoni risultati e un miglioramento della qualità di vita del paziente. Il CSA è continuamente impegnato nella ricerca scientifica in collaborazione con aziende farmaceutiche serie che hanno a cuore la terapia, sempre più innovativa, per il trattamento dell’acufene. Vi aggiorneremo costantemente riguardo gli studi scientifici e i relativi risultati.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *