Articoli

La testimonianza di Rosaria: «Guarire dall’acufene si può»

L’acufene è un fastidio molto diffuso e, talvolta, sottovalutato. Partendo dal presupposto che si tratta di un disturbo molto soggettivo, non vi è dubbio che sia fonte di disagio e malessere per chi ne soffre. 10 persone su 100 riferiscono acufene cronico, 2 persone su 100 lo descrivono come una tortura insopportabile con gravi conseguenze sulla qualità della vita. Trascurarlo non è una buona idea, specie se si considera che, nel lungo periodo, può accompagnarsi ad altre problematiche anche gravi come la perdita più o meno consistente dell’udito. Ma la buona notizia c’è: scegliendo il trattamento giusto è possibile guarire.

Il Centro Siciliano Acufene negli anni ha messo a punto vari protocolli farmacologici, riabilitativi e chirurgici per il trattamento dell’acufene e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Vogliamo lasciarvi con la testimonianza di una nostra paziente che dopo aver girato diversi centri specializzati è arrivata al Csa: «Ero sfiduciata, da anni la diagnosi era sempre la stessa: “Per l’acufene non si può fare niente, se lo deve tenere, deve conviverci”. Qui al Centro Siciliano Acufene ho capito che non è così. Sono stata trattata con la TRT, la terapia del suono, e il mio acufene è andato via. Ho riacquistato la mia serenità, sono tornata a vivere».

Spegni il tuo acufene, prenota la tua visita al 328 535 1514

Paziente CSA

Acufene, ecco perché la terapia del suono TRT funziona

L’acufene è uno dei disturbi dell’udito più diffusi. Eppure ancora non si sa esattamente da che cosa sia provocato. Probabilmente ne avete sentito parlare come di un “fischio all’orecchio”, ma in realtà è una condizione complessa, che si manifesta in modi diversi da persona a persona, motivo per il quale è difficile trovare una cura definitiva e univoca per tutti i pazienti.

Per combattere questi “rumori fantasma” molto fastidiosi e a volte invalidanti si può ricorrere alla TRT o Tinnitus Retraing Therapy, che ad oggi è tra le terapie più accreditate per la cura e la riabilitazione dell’acufene.

La terapia del suono consiste in una stimolazione acustica eseguita con l’ausilio di generatori di suoni ambientali, personali, amplificatori protesici, i quali determinano un mascheramento totale o parziale dell’acufene. La stimolazione acustica, sfruttando la plasticità neuronale, attiva dei meccanismi di rimodellamento delle vie uditive che si traduce in allenamento e abitudine all’acufene da parte del paziente il quale ottiene un notevole miglioramento della sua qualità di vita.

Come è successo a un nostro paziente, un ottantenne, molto attivo nella società, assolutamente lucido, capacissimo di intendere e volere, ma purtroppo da tantissimi mesi sofferente a causa di un fortissimo acufene, che aumentava sempre più con il passare del tempo.

Trattare i pazienti acufenici è difficilissimo: assorbono tante energie perché sono persone che stanno veramente male e che si chiedono il perché di questo fischio e di ciò che ne consegue.

Ci sono pazienti pacati che subito si affidano totalmente alle indicazioni dell’equipe del Csa, e poi ci sono quelli che vogliono imporre la loro richiesta di esami o terapie senza essere del mestiere ma solo perché si sono affidati al dottore Google. Ci sono poi pazienti molto pessimisti che nonostante gli venga proposta la soluzione non l’accettano non si capisce il perché e in questi casi bisogna scuoterli, bisogna essere caratterialmente forti quanto loro, per poter arrivare a fargli comprendere che l’unica soluzione per il loro caso è quella indicata.

Detto questo il paziente in causa, dopo essere stato visitato e dopo averlo sottoposto ad una serie di indagini strumentali, è venuto a visita per sottoporci i referti degli esami radiologici richiesti e per discutere nella sua completezza del quadro clinico a cui siamo arrivati. Il nostro paziente presentava una ipoacusia neurosensoriale bilaterale di entità modesta con alterazione della discriminazione verbale, una alterazione cranio-mandibolare ma nel caso in questione non trattabile per l’età, alterazioni alle prove di funzionalità vestibolare non riuscendo a mantenere la postura corretta, associate alle solite patologie metaboliche legate all’età motivo per il quale certi protocolli farmacologici non erano indicati per il suo caso, ed infine, cosa più importante presentava anche diverse aree di ischemia cerebrale.

Il Csa non ha mai prescritto integratori. Il prodotto che abbiamo studiato in collaborazione con la SuaRhe Biomedica è un nutraceutico non un integratore.

Non può, quindi, essere assunto di propria iniziativa perché ha controindicazioni. Nutraceutico significa “nutre e cura”, non rientra nella categoria degli integratori. Questi concetti sono fondamentali perché molte persone che non sono del mestiere hanno la presunzione di conoscere e sapere più del medico.

A questo punto visto lo stato d’animo del nostro paziente, visto il risultato altissimo ottenuto dal THI somministrato dalla psicoterapeuta, pari a 72 su 100, quindi con una componente emotiva ed ansiosa accentuata, visto il quadro cerebro-vascolare e l’impossibilità di somministrare determinati farmaci, data anche la modesta ipoacusia presente, l’equipe del Csa ha indicato come terapia mirata per questo paziente la TRT. Alla fine del trattamento il nostro paziente è tornato a sorridere, ha riacquistato serenità ed evidenziato un netto miglioramento della qualità della vita.

La TRT si esegue in equipe multidisciplinare e con sistema digitale combinato all’interno di un protocollo che prevede un calendario di incontri ben stabiliti.

Quindi non si abbandona il paziente a se stesso, ma durante questi incontri si ricavano – tramite un software – tutte le informazioni utili sul paziente. Dai dati che si ricavano dal dispositivo (quante ore il paziente ha indossato il sistema digitale durante la giornata, in quale ambiente ha utilizzato il dispositivo se maggiormente al chiuso o all’aperto) e da ciò che racconta il paziente riguardante la sua vita reale con il dispositivo digitale, ossia la sua esperienza, volta per volta si calibra il dispositivo. Bisogna stare attenti a coloro che fanno passare per TRT, e quindi per un sistema digitale combinato, una semplice protesi acustica perché poi succede che la persona a cui non è stata fatta la TRT non ha avuto i risultati sperati.

La grandiosità di questo trattamento di riabilitazione si riscontra anche nella componente estetica. Infatti, è geniale come un sistema digitale combinato avanzatissimo, un software ultra sofisticato possa essere contenuto diciamo in una scatolina in plastica praticamente invisibile (come si può vedere dalle foto).

La TRT è una terapia di riprogrammazione dei filtri cerebrali, sotto corticali, con finalità di amplificare o attenuare i segnali sonori prima di inviarli al cervello, riducendo o eliminando il fastidio dell’acufene.

La TRT non è indicata per tutti, spesso quando ci sono concause da trattare. Bisogna prima trattare le patologie oggettive e come detto bisogna sempre eseguirla in equipe multidisciplinare e con diversi tipi di riabilitazione o i diversi protocolli metabolici e nutrizionali o con protocolli farmacologici o con protocolli chirurgici, o spesso con l’associazione sinergica di diversi trattamenti. Fattore fondamentale per eseguire il trattamento dell’acufene è appunto l’approccio multidisciplinare che vede collaborare la figura dell’otorinolaringoiatra con quelle dell’audioprotesista, del psicoterapeuta, dell’ingegnare biomedico, dell’osteopata, dell’ortodontista, della biologa nutrizionista, dell’internista, del neurochirurgo, del chirurgo vascolare o dell’angiologo, e del neuroradiologo.