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Art therapy e Mandala: la terapia riabilitativa per i pazienti acufenopatici

Colorare rilassa e combatte lo stress. La psicologia conferma il potere del colore come terapia e tecnica di rilassamento, tanto che nell’ultimo decennio sono aumentati in maniera esponenziale i libri da colorare. Sì, quelli che generalmente gli adulti comprano ai bambini soprattutto in età prescolare. Quello che però non era chiaro fino a poco tempo fa è che questi libri non sono indirizzati esclusivamente ai più piccoli. Colorare stimola diverse aree del cervello, soprattutto quelle che si occupano della coordinazione dei movimenti. È una sorta di palestra che consente di rilassarci e al tempo stesso allenarci.

Allenarci anche a isolare il trambusto che è intorno a noi e, soprattutto, dentro di noi. Per questo motivo colorare può essere di grandissimo aiuto per i soggetti acufenopatici.

L’art therapy non è una attività nuova: in Oriente, i monaci tibetani da secoli creano i mandala, come disciplina che li aiuta nella crescita spirituale e come forma di meditazione.

Ma cos’è un mandala? Mandala è un termine polisemico che indica un oggetto di forma rotonda a disco che rievoca il Sole e la Luna. La perfezione e l’infinito. Il Mandala ha connotazioni mistiche e religiose. I monaci tibetani con della sabbia colorata creano delle vere e propri opere d’arte componendo disegni geometrici, floreali e non solo, per poi disfarsene. Questo per ricalcare la volatilità delle cose terrene e l’importanza dell’Io interiore.

Per questo motivo ormai da quasi quindici anni i mandala su carta, che rievocano gli “originali” con la sabbia, sono diventati una “terapia”, riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, contro lo stress e l’ansia.

Fu lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung a studiare i mandala, a scoprire l’arte di colorare come tecnica di rilassamento e alcuni psicologi ancora oggi ritengono che colorare abbia la stessa potenza e gli stessi effetti della meditazione. Concentrarsi sul disegno o la colorazione del mandala permette infatti di entrare in maniera del tutto spontanea in un percorso di consapevolezza e raggiungere quindi il Sé.

Colorare un mandala può essere facile, lasciandosi andare tra cerchi, quadrati e tante infinite forme da interpretare in mille combinazioni differenti.

Ne esistono di tanti tipi. Puoi colorarli, disegnarli, studiarli e modificarli. Puoi utilizzare pennarelli, pastelli, acquarelli, tempere o quello che preferisci. Ascoltare la musica inizialmente, soprattutto per i pazienti acufenopatici, può rivelarsi un ottimo metodo. Col tempo potrai accorgerti di colorare in totale silenzio senza sentire il tuo acufene.

Il Centro Siciliano Acufene è sempre pronto ed aperto a nuove scoperte per far sì che ogni paziente possa stare bene e convivere con il proprio acufene.

Grazia Giulia Guardo

Grazia Giulia Guardo conosciuta sui canali social come Iaia Guardo-Maghetta

Perché, ed è importante ribadirlo, per guarire dall’acufene è fondamentale convincerci per tutta la durata della terapia fino alla risoluzione del problema. Il Csa da altre 10 anni lavora al fianco dei pazienti per fornire tutti gli strumenti necessari per migliorare la loro qualità della vita. E a tal proposito offre un servizio di disegnoterapia, un trattamento riabilitativo studiato, rivisto e progettato per i pazienti acufenopatici, grazie alla collaborazione di una blogger di fama internazionale, Grazia Giulia Guardo conosciuta sui canali social come Iaia Guardo-Maghetta.