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Quando acufene è sintomo di un tumore

La storia di Emanuele: quando l’acufene è il sintomo di problematiche più gravi

Ogni acufene ha una causa o più cause d’insorgenza. Diversi studi scientifici hanno individuato la relazione tra acufene e conflitti neurovascolari. I contatti tra nervi e vene (o arterie), a causa della compressione, possono determinare vari disturbi come acufeni, emispasmi facciali e nevralgie.

La forma di acufene che riconosce un’origine dal nervo dell’udito, il cosiddetto acufene neurale, rappresenta certamente una minoranza rispetto a quelli che si originano nella coclea, ma questa minoranza è suscettibile di trattamento mirato che da speranza al paziente di liberarsi da questi sintomo fastidioso.

Vi ricordate quando a fine mese di giugno vi parlai di un caso molto molto complesso interessante di un mio paziente di media età che era pervenuto al Csa per acufene assordante, debilitante, insopportabile?

A ragion del vero lo stesso era già venuto da noi un anno addietro per poi abbandonare il percorso diagnostico in quanto si erano verificate delle problematiche serie in famiglia. Quando a giugno ritornò era in uno stato depressivo intenso e molto disperato per cui ha chiesto aiuto, essendo pronto a tutto.

Iniziammo nuovamente il percorso diagnostico partendo da zero: il paziente venne visitato come solito fare dall’equipe del Csa a 360 gradi, e notammo dei dati clinici, presenti già l’anno prima, ma più accentuati tanto da decidere di sottoporre il paziente a determinati test e esami strumentali audiologici. Richiedemmo con urgenza delle indagini strumentali radiologiche mirate che il paziente ha eseguito immediatamente. Il paziente prima di rivolgersi al Centro Siciliano Acufene si era sottoposto a tante altre visite ma senza ottenere la formulazione della diagnosi e quindi senza ottenere un trattamento mirato per il suo acufene.

Qualche settimana dopo venne in studio per sottopormi i referti degli esami prescritti, e come all’epoca del primo racconto, vi scrissi che mi mancò per qualche minuto il fiato, mi sono impietrita, perché dovevo cercare le parole giuste per spiegare il tutto al paziente senza farlo preoccupare. Lo guardai negli occhi e dissi subito la diagnosi: «Emanuele non ci sono buone notizie per come noi prevedevamo, però le giuro che sono patologie risolvibili, quindi ascolti attentamente e sappia che noi lo seguiremo sino alla fine di questa brutta storia». Il paziente presentava un grosso meningioma e anche un conflitto neurovascolare interessante il nervo acustico, cause del suo acufene che aumentava di intensità con il passare del tempo.

Il paziente è, dunque, affetto da acufene neurale: il pacchetto nervoso steato-acustico a sinistra riceve un conflitto con il tronco basilare che appare allungato e presenta ampio loop nel contesto della cisterna ponto-cerebellare.

Il nervo acustico non è separato dal grosso vaso ma è strettamente aderente allo stesso vaso che risente della attività del nervo acustico. Ma il conflitto neurovascolare, rappresentante la prima causa dell’acufene, non è solo la patologia che riscontrato nel paziente in quanto in regione frontale parasagittale dell’encefalo, sempre di sinistra, in adesione della grande falce dell’encefalo presentava un grosso meningioma delle dimensioni di 2,5 cm.

I meningiomi sono tumori spesso benigni delle meningi che possono però aumentare di dimensioni e a poco a poco comprimere i tessuti circostanti e quindi i sintomi che determinano dipendono dalla sede in cui si sviluppano.

Non so se avete capito seriamente la gravità della situazione di Emanuele: in un giorno X sarebbe caduto per terra per sopravvenuta emorragia cerebrale e non sappiamo come sarebbe finita. Purtroppo questo caso non è il primo per me e l’equipe del Csa, poiché in questi tantissimi anni abbiamo formulato diagnosi di patologie tumorali secondarie, emangiomi cavernosi, neurinomi del nervo acustico, aneurismi, patologie sindromiche rare.

Ovviamente abbiamo subito organizzato la visita con i neurochirurghi ed iniziato la riabilitazione craniomandibolare, perché avevamo riscontrato anche una notevole disfunzione dell’ATM che ha portato già benefici sull’acufene. Il paziente si è poi sottoposto alla “Gamma Knife”, una tecnica per radiochirurgia stereotassica intracranica. Può essere utile per intervenire sui tumori cerebrali primitivi, come i meningiomi e non solo. I meningiomi sono quasi sempre benigni, ma una piccola percentuale può presentare segni di aumentato tasso di crescita e possono rapidamente recidivare. I sintomi dipendono dalla sede, dalle dimensioni e dalle funzioni controllate da quella parte dell’encefalo vicina al tumore. Il trattamento mediante “Gamma Knife” permette di bersagliare il meningioma con un fascio di radiazioni.

Il paziente sottoposto a “Gamma Knife” viene lievemente sedato, gli viene poi applicato in anestesia locale il casco stereotassico, con il quale viene sottoposto agli esami di imaging cioè radiologiche di centratura per pianificare il trattamento. Il trattamento può durare da una a sei ore, a seconda delle esigenze del paziente e del bersaglio da irradiare. La procedura non è dolorosa, il paziente potrebbe avvertire dolore solo nella fase di posizionamento dei quattro piccoli perni metallici per la stabilizzazione del casco. I risultati della procedura non sono immediati. Il paziente verrà informato sui controlli da effettuare al momento della dimissione. L’effetto delle radiazioni si manifesta a distanza di settimane e/o mesi.

Una volta completata la terapia per il tumore il paziente riprenderà il percorso intrapreso per trattare l’acufene.

Talvolta l’irradiazione con “Gamma Knife” può non essere sufficiente a risolvere il problema: la neoplasia potrebbe continuare a crescere o a dare sintomi, sia subito dopo il trattamento che a distanza tempo. Potranno quindi rendersi necessari ulteriori trattamenti: oltre ad altre sedute di “Gamma Knife” si potrebbe intervenire anche chirurgicamente o con la radioterapia frazionata.

Proprio per questo motivo per trattare l’acufene dobbiamo ancora attendere, ma siamo fiduciosi sia per la professionalità e la bravura dei neurochirurghi a cui ci affidiamo e sia perché abbiamo già individuato il trattamento mirato per trattare il suo acufene, certi che potrà regalargli una vita molto molto più serena. Vorrei ricordarvi di recarvi immediatamente dagli specialisti non appena insorge l’acufene, l’ipoacusia o la vertigine, non attendere neanche un giorno, perché potrebbero essere i sintomi di problematiche ben più gravi. E la storia di Emanuele dovrebbe farci riflettere proprio su questo.

Buongiorno sono Emanuele C., volevo raccontare la mia breve storia per motivi di fischio alle orecchie mi trovo a contattare la dottoressa Daria Caminiti esperta in acufene, la quale inizia a farmi fare un percorso di vari accertamenti tra quali delle risonanze m all’encefalo grazie alla sua accuratezza a suo modo di essere pignola vengo a scoprire non solo il motivo del mio acufene, ma anche una cosa molto grave e cioè di avere un meningioma all’interno del cervello, che senza questo tipo di ricerca sarei andato in conseguenza gravi è a rischio di emorragie e anche della stessa vita. .Ringrazio la dottoressa Caminiti e spero di rivederla presto per ultimare il percorso e cercare di sconfiggere anche l’acufene che mi affligge tanto sicuro della sua professionalità .
un abbraccio affettuoso.
A presto.

La testimonianza di Rosaria: «Guarire dall’acufene si può»

L’acufene è un fastidio molto diffuso e, talvolta, sottovalutato. Partendo dal presupposto che si tratta di un disturbo molto soggettivo, non vi è dubbio che sia fonte di disagio e malessere per chi ne soffre. 10 persone su 100 riferiscono acufene cronico, 2 persone su 100 lo descrivono come una tortura insopportabile con gravi conseguenze sulla qualità della vita. Trascurarlo non è una buona idea, specie se si considera che, nel lungo periodo, può accompagnarsi ad altre problematiche anche gravi come la perdita più o meno consistente dell’udito. Ma la buona notizia c’è: scegliendo il trattamento giusto è possibile guarire.

Il Centro Siciliano Acufene negli anni ha messo a punto vari protocolli farmacologici, riabilitativi e chirurgici per il trattamento dell’acufene e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Vogliamo lasciarvi con la testimonianza di una nostra paziente che dopo aver girato diversi centri specializzati è arrivata al Csa: «Ero sfiduciata, da anni la diagnosi era sempre la stessa: “Per l’acufene non si può fare niente, se lo deve tenere, deve conviverci”. Qui al Centro Siciliano Acufene ho capito che non è così. Sono stata trattata con la TRT, la terapia del suono, e il mio acufene è andato via. Ho riacquistato la mia serenità, sono tornata a vivere».

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