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Paziente con apparecchio acustico e rappresentazione dell’Intelligenza Artificiale nella riabilitazione acustica per acufene

Acufene: come l’Intelligenza Artificiale migliora la riabilitazione acustica

Il Centro Siciliano Acufene, sul finire dello scorso anno, nella sua componente tecnica, si è fermato ad osservare con attenzione, ad indicizzare ed a studiare i dati relativi ai tanti pazienti trattati con riabilitazione acustica (TRT).

Il trattamento del paziente audioleso in generale e di quello acufenopatico più in particolare, secondo analisi accurate, attraverso stime di qualità realizzate a distanza di anni dal percorso terapeutico, richiedeva un miglioramento dell’intervento applicativo, con una maggiore personalizzazione capace di porre il paziente seguito all’interno di una zona di comfort che lo reindirizzi a “vivere” oltre il sintomo invalidante.

Partendo dal presupposto su descritto, si è scelto di utilizzare, a partire dal 2026, per la TRT nuovi dispositivi sui quali è stato implementato un algoritmo in grado di sfruttare l’Intelligenza Artificiale. Grazie a questo nuovo approccio applicativo, l’auspicio è quello di riuscire nel superamento di alcuni “ostacoli” tecnici di complessa risoluzione. Questi moderni algoritmi identificano la direzione della voce principale, riducono il rumore di fondo ed enfatizzano le consonanti fondamentali per comprendere le parole. Favoriscono il ritorno alle conversazioni.

Per il paziente con acufene, rappresentano un elemento di enorme personalizzazione (ciò che ci prefiggevamo). Dispositivi capaci di riconoscere automaticamente gli ambienti e di analizzarne gli scenari sonori, attraverso calcoli eseguiti in frazioni millesimali di tempo, aiutano a ripristinare e mantenere un equilibrio sonoro utilissimo sotto gli aspetti curativi dello stesso acufene. Basta pensare ad una giornata tipica di un normale soggetto per individuare la necessità di adeguamento acustico alle varie attività:

  • Casa = ambiente silenzioso;
  • Strada trafficata = rumore continuo;
  • Ufficio = più voci contemporanee;
  • Ristorante = caos acustico.

L’Intelligenza Artificiale riconosce questi contesti e cambia automaticamente modalità di ascolto, senza che l’utente se ne accorga o, peggio ancora, soffra delle diversità acustiche dei vari contesti. Questi dispositivi, se ben sfruttati, si “legano” alla persona che li indossa. App e sensori fanno il resto, intervenendo su preferenze di ascolto ed ambienti frequentati, con possibili, plausibili e mirate regolazioni manuali effettuate dall’utilizzatore stesso. Nel tempo, il dispositivo crea un profilo uditivo unico e personalizzato. Non esiste più “un approccio standard”: esiste il trattamento di quella persona. La descrizione di questa nuova e moderna modalità d’intervento ha fini puramente scientifici; per tale motivo non vengono riportati né il branding né il modello dei dispositivi in uso. Ci sembra sufficiente raccontarvi come ogni nostra scelta nasca dallo studio dei risultati fin qui raggiunti e dalla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e cliniche proposte allo stato dell’arte.