Spesso pensiamo che l’acufene, quel fastidioso fischio o ronzio nelle orecchie, sia solo un disturbo da stress o da rumori forti. Ma in realtà, può essere il campanello d’allarme di altre patologie. La Sindrome dell’acquedotto vestibolare largo è una rara patologia dell’orecchio interno, spesso sottovalutata, ma che può manifestarsi con sintomi molto comuni come acufene persistente, ipoacusia monolaterale e vertigini ricorrenti. Proprio per la sua rarità e per la somiglianza con disturbi più frequenti, viene spesso diagnosticata con grande ritardo.
Al Centro Siciliano Acufene ci occupiamo da oltre 15 anni della diagnosi e del trattamento dell’acufene, ma un recente caso ci ha ricordato quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare e specialistico per arrivare a diagnosi corrette, soprattutto quando ci si trova davanti a cause cliniche rare e complesse.
Una diagnosi rara, ma fondamentale
Al Centro Siciliano Acufene, ci è capitato di incontrare, per la seconda volta in oltre 15 anni di attività, un caso davvero particolare: una giovane donna di 20 anni si è rivolta a noi con acufene continuo e ipoacusia monolaterale. A tutto questo si aggiungevano vertigini e instabilità nella marcia. Sintomi che, da troppo tempo, venivano sottovalutati. Dopo una serie completa di esami (uditivi, vestibolari, mandibolari e anche radiologici) siamo arrivati alla diagnosi: Sindrome dell’acquedotto vestibolare largo.
Che cos’è la Sindrome dell’acquedotto vestibolare largo?
La Sindrome dell’acquedotto vestibolare largo è una malformazione anatomica isolata dell’orecchio interno caratterizzata da ipoacusia stabile o fluttuante che può essere accompagnata da vertigine, acufene e, in rari casi, da cefalea. La sindrome è difficile da riconoscere perché è molto rara, ma quando si arriva alla diagnosi, è possibile agire in modo mirato.

Perché si sviluppa questa sindrome?
Nel nostro orecchio esiste una piccola struttura chiamata “acquedotto vestibolare”. In alcune persone, questo canale risulta più largo del normale, e ciò permette a un liquido (l’endolinfa) di fluire dove non dovrebbe, creando problemi di equilibrio e udito. In alcuni casi, può associarsi a patologie sistemiche come:
- Sindrome di Pendred, legata a disfunzioni tiroidee (gozzo o ipotiroidismo);
- Sindrome oro-braccio-renale, con implicazioni a livello renale.
Trattamento e riabilitazione
La paziente è stata immediatamente inclusa in un protocollo farmacologico e metabolico mirato, per gestire i sintomi e stabilizzare la condizione. In attesa degli ultimi risultati diagnostici, si prevede anche l’utilizzo della terapia sonora riabilitativa con sistema digitale combinato per stabilizzare l’ipoacusia e ridurre la percezione dell’acufene. L’obiettivo è migliorare la qualità di vita della paziente.
La lezione di questo caso
Questo caso dimostra come l’acufene non sia una malattia, ma un sintomo che può derivare da oltre 235 diverse patologie dell’organismo umano. Solo un’indagine specialistica e completa può portare alla giusta diagnosi.
La sindrome è molto rara: in oltre 15 anni di attività al CSA ne sono state diagnosticate due. Al Centro Siciliano Acufene crediamo nell’importanza di un approccio completo, attento e personalizzato.

